Vicky's profileIl Meraviglioso mondo di...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
October 20 Io proverò a rinascere
Una donna chiamata Muriel, proprio l'altro ieri, dopo due ore di parole mi ha detto che la mia strada non è n'autostrada diritta e monotona, ma è un piccolo viottolo di campagna, che sale su verso le montagne tra boschi e aria fresca per poi degradare verso il mare tra fiori e colline accarezzate dalla nebbia e dal sole tiepido delle mezze stagioni. Ciò di cui ho bisogno è solo trovare la consapevolezza di ciò e la forza di inseguire un sogno senza chiedermi come andrà. In ogni modo l'esperienza sarà sempre una lezione e la mia creatività non potrà fare altro che giovarne e ed uscirne più forte e temprata.
Ieri, camminando per una delle strade principali della zona uno nord di Londra mi fermo come al solito da un po', ad ammirare l'ingresso di una scuola di arti sceniche, performing arts come si dice qui, chiamata "THE POOR SCHOOL" e a sospirare sognando che, se fosse stato in un altro periodo della mia vita, magari anche solo un paio di anni fa, avrei potuto presentarmi lì e provare ad iscrivermi. Perché ero più piccola, e più ambiziosa, e più determinata e sicura di me e di ciò che volevo, perché ero più idealista e sognatrice, e perché seguire il mio istinto non mi faceva paura. Guardando la bacheca mi accorgo che tutte le foto degli allievi erano state tolte e che al loro posto c'erano degli annunci e dei messaggi. "SONO APERTE LE ISCRIZIONI PER LE PROSSIME AUDIZIONI " inoltre per aiutare gli ipotetici studenti si organizza un workshop di 4 giorni, a novembre, in cui gli allievi studieranno la loro disciplina con insegnanti ed esperti artisti dal curriculum assolutamente brillante, capiranno come la scuola funziona e aiuteranno gli insegnanti a conoscerli meglio prima delle audizioni.
Un'incredibile emozione mi ha fatto tremare il cuore e una forza che credevo fosse stata ormai sconfitta dalla razionale accettazione della realtà, è tornata a fluirmi nel sangue. Io farò il corso, mi sono detta, e poi arrivata al lavoro ho subito controllato il sito internet. "Se è una cosa che desideri davvero dovresti farla" mi ha consigliato la Bitch polacca, e credo che le sue parole siano state un incentivo in più per farmi leggere nel mio cuore. E infine Daniel. Senza che ancora gli dicessi niente dei miei pensieri, parlando di ciò che vorrei o che potrei fare in generale nella mia vita adesso che lascerò questo lavoro, con la sua voce calda e profonda mi dice "Io sarei felice che tu facessi qualcosa legata alla musica o al teatro, perché so che è quello che vuoi. Perché voglio che quando tornerai a casa, la sera, ti senta felice e soddisfatta." Allora io con le lacrime agli occhi gli ho esposto i miei progetti e gli ho parlato delle mie incertezze "Sarebbe stupendo se tu possa entrare nella scuola, e so che ce la puoi fare" mi ha detto allora "Sarei orgoglioso di te, e se per caso non dovesse andare adesso ci proverai ancora e comunque vada io sarò sempre orgoglioso di te"
Sono state le parole più belle e dolci che qualcuno mi abbia mai detto nella vita, e la forza in me è cresciuta ancora. Adesso dunque inizierò a prepararmi meglio che posso.
Io ho sempre adorato la musica più di qualunque altra cos al mondo. Così adesso ci proverò. Porverò a rinascere.
TORNERO’ A CANTARE!!!!!!!
Sarà dura, assolutamente dura dopo un intero anno e mezzo di nulla assoluto, e forse sono troppo grande per ricominciare. Forse il treno e passato e magari non è questa la strada da percorrere in questa vita, ma come ho letto proprio ieri nel sito della scuola, non è mai troppo tardi e non si può penalizzare qualcuno per la sua età anagrafica.
A volte, specie nell'ultimo periodo, ho pensato che fosse stupido seguire questo sogno ed accanirmi. Che forse sono già stata una cantante, magari anche importante, ma in un'altra delle mie mille vite, che forse lo sono proprio adesso, in uno degli infiniti mondi paralleli, e che da qui ne percepisco gli influssi forti e che siano proprio questi a spingermi a voler riprodurre in questa realtà uno stile di vita che appartiene ad un altro universo,
ma io tornerò a provarci,
magari l'ultimo tentativo,
ma so che comunque vada sarò felice.
Niaria la fata October 16 in partica la questione è questaDUE DIVERSI MODELLI DI MADRE. LA FREDDA MENEFREGHISTA E LA CIECA PARANOICA AFFEZIONATA
- La fredda menefreghista - "Daniel ha un bambino di sei anni e mezzo. Un piccolo ometto che ha tanto bisogno di affetto e di stabilità, e di stimoli per rimanere aggrappato alla sua realtà di bambino. Daniel e la sua ragazza avevano deciso di averlo questo bambino, ma quando lui aveva appena dieci mesi lei ha deciso di portarselo via e di divertirsi a cambiare ragazzo una volta al mese e di godersela con i soldi che Daniel, pur di poter continuare a vedere suo figlio, è stato costretto a pagare. Una somma pari a 500 euro al mese, più altri soldi per spese mediche e trasporti, e ciò, nonostante il particolare che, una volta lasciatisi, lui aveva venduto la sua casa per tornare in Svezia distrutto nell'anima e nel fisico, e le aveva dato tutti i soldi della vendita. Una somma pari a 60000 euro. No, lei lo ha portato in Corte e ha esigito i soldi non ostante lavorasse e non fosse assolutamente morta di fame, e ogni volta che lui riceve aumenti è lì a chiedere l'adeguamento. Il bambino, dal suo conto, non veste niente di speciale e non esige nessun tipo di spese particolari. Daniel a volte si chiede se magari non sia proprio lei a fare in modo che il figlio non abbia pretese. Niente sport specifici, niente vacanze speciali, nessun cibo straordinario.
Questa cosa mi divora lo stomaco di rabbia
Io non capisco come faccia una donna ad essere tanto fredda e calcolatrice e tanto menefreghista, e la cosa che mi lascia senza fiato è che qui in Regno Unito, grazie ad una legge assolutamente abusata, di ragazze madri ce ne sono un'infinità. Tipe che conoscono qualcuno gentile e cavaliere, magari anche con un reddito più che buono, e si fanno mettere in cinta. Quando il piccolo nasce poi, dicono addio al malcapitato e si fanno mantenere a vita da lui e dallo Stato.(ah sì, dimenticavo lo Stato, che di norma concede alla ragazza madre la casa e benefits economici mensili) Che schifo! Io non ho parole!
Sono favorevole alla tutela delle coppie di fatto, ma solo se il giudice faccia prima un accurato esame della situazione, dei soggetti e delle motivazioni della fine della relazione. E sono favorevole all'assegnazione del figlio alla madre, ma solo dopo che il Tribunale abbia fatto le giuste ricerche per stabilire se la madre abbia davvero tutte le facoltà mentali e fisiche per prendersi cura del bambino e soprattutto la voglia vera di farlo. Nel caso specifico lei era sotto antidepressivi e sostanze simili, con alle spalle madre e sorella affette da gravi problemi mentali e dunque anche lei geneticamente portatrice della malattia, e in più assolutamente insensibile nel cambiare ragazzo con frequenza quasi mensile e nel portare a casa anche tipi di bassa lega. Uno di questi prendeva pure a schiaffi il bambinetto quando aveva quattro anni e si è dissolto nell'aria quando ha visto Daniel piombare a casa di lei per prenderlo a calci". Come si fa a dover arrivare a tanto? Sta cosa mi fa salire il sangue alla testa!!!!!
- La cieca paranoica affezionata - " La seconda questione che in questi giorni mi fa ribollire il sangue nelle vene è mia madre. Sì, mi riferivo a lei quando parlavo della madre nel secondo pezzo dell'intervento. Lei dice che Daniel non ci metterà niente a stufarsi di me e a trovare un'altra migliore. Cos'è? Io sono una piccola merda? Non può una madre essere tanto disfattista nonostante la sua vita sentimentale sia stata sempre tendenzialmente equilibrata. Cosa avrei io che non va? Ah sì, dimenticavo, sono una piccola merda!!!!
Io proprio non riesco a capire! L'unica spiegazione che mi viene da dare ad una simile attitudine è il terrore di perdere l'affetto di una figlia che, dopo mille anni di adolescenza e insicurezza sentimentale (ragazzi di poca importanza, o vita da single incallita), finalmente ha trovato la stabilità e sta bene. Ora questa figlia, nel suo cervelletto distorto, abbandonerà per sempre la sua famiglia e non avrà più bisogno di madre e padre! Mi pare che in questo atteggiamento ci sia anche un non so che di coda di paglia, ma come fa una madre ad essere tanto fredda alla felicità di un figlio e tanto paranoica nel suo affetto al punto da crescere il figlio riempiendogli la testa di insicurezza e complessi per tenerselo attaccato alla gonnella?
Non ho parole! Una madre non dovrebbe essere capace di amare nonostante tutto e di lasciare un figlio volare, quando il momento arriva, senza pensare all'ipotesi di perderlo,ma solo essendo felice nel vedere il proprio figlio felice?"
Io non so se sarò mai una madre, ma ringrazio queste due tipologie di madri per avermi aperto la mente e gli occhi e avermi fatto raggiungere la consapevolezza che, se davvero sarò madre non vorrò assolutamente essere come loro.
Niaria la fata
October 11 Scusate ma non ci arrivoCome si fa a decidere di mettere al mondo un figlio per poi mollare il padre sensibile e responsabile senza una ragione e far crescere il figlio come un povero piccolo esserino abbandonato a se stesso? Come un mollusco aggrappato al computer e alla play station. Un'anima triste e chiusa. Fredda e bisognosa di amore che si protegge nella superficiale indifferenza, mentre la madre stessa se la gode con i soldi che il padre è costretto a versare per vedere suo figlio per poche ore due volte a settimana?
Scusate ma non ci arrivo.
Come si fa a pensare solo a se stesse e far soffrire gratuitamente le persone che invece si dovrebbero amare?
Scusate ma non ci arrivo.
Come si fa a mettere su una famiglia vivendo per la famiglia e a stare 33 anni con un marito tendenzialmente normale e forse migliore di tanti altri e poi dire alla figlia finalmente felice di stare attenta perché il ragazzo che lei ama e da cui è riamata assolutamente nel modo più dolce e puro potrebbe lasciarla per un'altra migliore di lei? Perché non ci vuole niente ad essere migliore di lei e dunque lei che si fida è una povera scimunita che presto farà i conti con la realtà?
Scusate ma proprio non ci arrivo.
Come si fa a mettere su un figlio e a riempirlo solo di dubbi e d incertezze per una vita che non ha ancora vissuto?
Come si fa a non riuscire ad essere semplicemente felici quando chi si dovrebbe amare è assolutamente felice?
No ragazzi, io non ci arrivo davvero, e tutto questo oggi, forse perché sono stanca, forse perché ho solo il ciclo, mi riempie di nostalgia e di schifezza.
"CHE AMAREZZA!!!!" come diceva Antonello Fassari nel telefilm con Amendola "I CESARONI" .
...e poi ancora mi chiedo perché faccio incubi con i ragni e urlo nel cuore della notte.
Ad essere troppo sensibili ed empatici a volte fa proprio male. Un vero problema.
Mah!
September 28 Ammissione di valoreAbbiamo detto, diremo in futuro e diciamo tuttora che la TERRAVISION LTD (airport transfer serivce) e' una compagnia italiana famosa in tutta Europa, ma anche disorganizzata e sfruttatrice di giovani laureati e non, ma infondo, proprio grazie ad essa, gli stessi giovani si incontrano, fanno amicizia, lavorano insieme e si scornano, ma vivono anche insieme nella stessa casa, mangiano insiele e tutto questo alla fine serve ad unire, quando ovviamente i presupposti ci sono....
E' per questo che io, dopo un anno di lavoro con loro ho ancora tanti amici.
cosi'...
Un bacione grosso ad Assunta e Mafalda di Napoli che sono ancora a Londra con me.
Bella la serata passata insieme ieri.
Un altro ad Emanuela, la sbroccata di Verona che vedo e sento assulutamente always da Gennaio
ed un abbraccio forte a Diana di Salerno dalla Svezia che rivedro' prestissimo.
Rosie e Olga invece, che sono vicine le ho perse subito dopo essere tornata. Credo problemi con il telefono, ma so che presto le ritrovero'...
Lia invece adesso e' a Parma ma l'estate scorsa a casa mia ci siamo divertite tanto ed ora so che verra' a trovarmi....(lei l'avevo dimenticata...ma come ho fatto?)
Ragazze, vi voglio tanto bene
Vicky
September 25 Non ce la faccio piu'!!!!!!!!!!Oddio, chiamatemi anche razzista e non mi freghera' ... perche'
IO MI SONO ROTTA!!!!!!!!!!!!!!!
Non sopporto piu' i marocchini che lavorano con me ed in particolare i dure fratelli stile Homer Simpson se fosse antipatico e strafottente che si chiamano Afid e Hassan.
Sono degli arraffoni schifosi e sono sempre in mezzo e mi fanno venire il nervoso. Ora poi, fanno il Ramadan ma sono piu' viscidi del sapone e vanno sempre peggiorando.
C'e' per esempio una famiglia di arabi molto gentile che sta con noi da mesi, e da un bel po', la sera, mi cucina perche' li aiuto appena posso, sono sempre gentile e gli sto simpatica.
Adesso questa merdaccia di Hassan, che durante il giorno non fa un emerito cazzo, per un mese e mezzo e' stato pure in vacanza e senza che nessuno lo invitasse, quando e' tornato e la ragazza e' scesa sotto come al solito a portarmi la cena, lui prima si e' messo a sbavare e a girarci intorno, poi, quando la ragazza gli ha detto che il cibo era per me e per suo fratello Afid, lui se ne e' appropriato come spettasse a lui e pur dicendo che avrebbe diviso con me, sta faccia tosta si era ricapato tutto il meglio e pure al fratello non gli ha lasciato una briciola. Ora continua cosi' sto affamato del cazzo e lo fa con naturalezza, come se adesso fosse sempre a lui che cucuinino, e che per chissa' quale ragione se lo meriti.
Oggi poi sono violacea, perche' sta cosa ormai sta diventando routine e lui si e' definitivamente appropriato di un rito che era solo mio...e se permettete, anche se non e' del cibo che mi importa, il principio mi fa rodere lo stomaco....e non parliamo poi delle mance....sono degli avvoltoi fregoni che si fregano a vicenda : fratello con fratello, padre con figlio, e ovviamente fregano anche noi. Inoltre aiutano solo i clienti che gli assciurano laute ricompense facendolo di nascosto, almeno pensano loro, per tenersi tutto, per il resto vogliono dividere le mance che prendiamo noi e si grattano la pancia.
Adesso il principio e' che io me ne accorgo che stanno fregando e anche se qualche volta ci provo a dire qualcosa loro poi fanno le vittime....cosi' da un po' anche noi stiamo cercando di fregarli. Ma non mi piace cosi', e non mi piace la loro ipocrisia di musulmani pii e puri quando sono delle merde!!!!!!!!!!!
Oddio se sto nera, ora sto morendo di sonno e fame e la merda schifosa ancora una volta si sta ricapando quello che piu' gli piace, alla faccia mia che ho ricevuto il dono!!!!!
No, e' inutile, in tutto il mondo e' cosi', i peggiori, di qualunque paese e cultura e religione, sono quelli che credono che pregando la loro coscienza si liberi e ritengano di essere per questo puliti, anzi immacolati, e non si accorgono della loro maledetta ipocrisia..... September 21 Pisolino dei monti, il canuccio bionicoIeri ho parlato al telefono con la mia mamma fuori luogo, la donna dal tempismo e dal tatto assoluti e lei, con una leggerezza che sfiorava la naturalezza più profonda, quella insomma che si potrebbe usare per dire: -Oggi ho mangiato la pasta aglio e oglio- oppure -ho voglia di un gelato- o -c'ho sonno- o ancora -devo andare al bagno- alle 23 di notte mi dice...
-Bè i gattini adesso a Gaia gli fanno compagnia, lei li ha adottati, li lecca, li protegge, ci gioca e sono un bene per lei adesso che Pisolo non c'è più-
ed io, ignara, chiedo - e perchè non c'è più scusa? Stefania si è trasferita?-
-No- risponde lei con la massima tranquillità -Pisolo è morto, non lo sapevi scusa?-
Mio Dio! Sono rimasta in silenzio per cinque minuti ancora incerta se crederle o meno. Cascata dalle nuvole, raggelata, con il sangue che si raggrumava nelle vene ostruite di aria pesante.....
-Ma come è morto il mio Pisolino?-
E allora mio fratello più piccolo è venuto al telefono a parlare al posto di mamma ed io ho conosciuto i particolari...dunque
QUESTA E' LA STORIA DI PISOLINO
Pisolino era il canuccio bionico di Stefania, la mia vicina di casa.
Pisolino era il nostro canuccio bionico perché Stefania non c'era mai e noi ci prendevamo cura di lui. Gratuitamente, per simpatia, per naturale amore dei cani, per profondo amore della natura.
Così, mentre la notte dormiva sul tappetino fuori la porta dell'appartamento di Stefania, di mattina, quando lei andava via, lui usciva in cortile e passava tutta la giornata con noi.
Sonnecchiava fuori la porta del nostro garage e si infilava dentro scondizolante non appena sentiva qualcuno arrivare da dentro ad aprire la serranda. Allora faceva i picci per avere un po' di croccantini, abbaiava per avere coccole, zumpettava a destra e a manca ogni volta che assaporava nell'aria l'ipotesi che io o mio fratello potessimo uscire per andare a camminare in montagna, e voleva che lo spazzolassi, che lo coccolassi, che parlassi un po' con lui.
Ha trascorso gli ultimi dieci anni della sua vita con i miei cani, Yuza prima, e poi Gaia (i due cangnoni grossi che lui stesso ha visto crescere ed ha adottato, consapevole dell'idea che da grandi lo avrebbero potuto difendere dagli altri giganti).
Quando la passeggiata era nell'aria, dunque, lui si elettrizzava ed elettrizava anche i suoi due cani amici.
Allora bastava solo una parola - Pisolo vieni? - e lui scattava come una molla. Una corsa sfrenata fino alla fine della strada di casa, una sgommata a destra seguito da Yuza o Gaia, e dopo un circa 500 metri la stradina della Madonna a Fore lo salutava felice di rivederlo ancora.
Sì, Pisolino amava la montagna, e quando non era a casa noi sapevamo dove trovarlo. Su uno dei sentieri principali di San Giuliano e quando lo incontavamo lì, lui si accodava a noi per la sua ennesima salita della giornata e poi tornava a casa con noi.
Pisolino sui sentieri di San Giuliano lo conscevano tutti. Era il beniamino di tutte le signore camminatrici che lui scortava su e giù dalla base alla cima della montagna. Conosceva ogni sentiero, ogni millimetro quadrato del bosco, e il suo incedere era assolutamente pieno di energia. Era il classico canuccio tutto pepe. Un meticcio adottato da piccolissimo da Stefania, che lei e la sua famiglia decisero di chiamare Pisolo perché dormiva sempre. Eppure guardate un po', per ironia della sorte da grande correva che era una scheggia e non era mai stanco.
Era un canuccio casinsita, e quando inziava ad abbaiare non la smetteva più, e il rumore che faceva lo si poteva udire da chilometri.
Quando giocava e afferrava qualcosa non mollava, e ringhiava per spaventare le pulci visto che la sua stazza poteva incutere timore solo a loro. Ed era un furbetto attaccabrighe, che punzecchiava e punzecchiava il mio primo cagnone, Yuza, per costringerlo a scortarlo nelle sue infinite passeggiate. Adorava la sua guardia del corpo e Yuza, sbuffando e scuotendo la testa, con l'andatura del cagnone di Haidi lo seguiva a distanza, pronto ad intervenire non appena ce ne fosse bisogno. E che sagoma che era! Quando era con me e con Yuza e vedeva un altro cane gli si avventava contro ringhiando, lo aizzava e poi correva a nascondersi dietro di me, mentre Yuza delle Nuvole della scuola di Nant doveva ricorrere alle sue tecniche di combattimento per levarlo dai guai. Allora io averi voluto strozzarlo!
Comunque era bello vedere come lui e Yuza si adoravano e si rispettavano con lealtà e fiducia. Yuza lo lasciava mangiare persino nella sua ciotola, ma del resto Pisolino era stato per lui come un padre, visto che era stato il primo a prendersi cura di lui piccolo. Quando infine Yuza è misteriosamente scomparso, il 2 novembre di quattro anni fa, lui si è sentito perso e triste per lungo tempo. Così io, che ero caduta in depressione perché Yuza l' ombra propagine del mio copro era sparito nel nulla, scendevo giù in solitudine e Pisolino veniva a strusciarsi tra le mie gambe per confortarmi, perché anche lui provava quello che stavo provando io e volva farmelo sapere!
Poi è arrivata la cucciola Gaia, e Pisolino ha ritrovato il suo spirito ed ha adottato anche lei.
Gaia non aveva il carettere malleabile di Yuza, però, e quando è crasciuta, gigante e forte anche più di lui, Pisolino si è dovuto adattare a mangiare gli avanzi della gigantessa e ad uscire in perlustrazione da solo se lei non ne aveva voglia.
Tuttavia anche loro due hanno imparato ad amarsi e a proteggersi a vicenda, del resto Gaia era abbastanza grande per incutere timore a chiunque anche senza ringhiare, e Pisolino con lei si sentiva sempre assolutamente tranquillo. Tuttavia non instigava più nessuno perché Gaia era una donzella e lui non poteva accettare di dover ricorrere all'aiuto di una femmina!!!!
Pisolino era il cane bionico amico delle montagne e che pomoni che aveva! Ed un cuore di ferro.
Tuttavia alcuni giorni fa, in un triste sabato sera, quando era troppo tardi per arrivare in tempo dal veterinario, il suo cuore vecchio 15 anni è ceduto, e tra le coccole della mia famiglia, perché la sua padrona come a solito non c'era e perché infondo i suoi padroni siamo sempre stati noi , mentre Gaia guaiva e lo leccava, alla fine ha smesso di respirare.
La cosa che più mi fa male è di non esserci stata. Di averlo visto l'ultima volta all'inzio dell'estate, quando ancora a casa tutto era al suo posto. Di non averlo potuto coccolare abbastanza quando l'ho visto e di non averlo potuto salutare quando è andato.
Tuttavia mi va di pensare che Pisolino della montagna abbia deciso di andarsene proprio ora che anche la sua montagna si è dissolta nelle fiamme dell'incendio di metà agosto, perché la sua anima ed il suo cuore non sono riusciti a sopportare la dolorsa trasformazione della sua casa. Perché nelle sue passeggiate infinite non c'era più nulla, solo tanta cenere e polvere e le sagome carbone degli alberi morti.
Sì Pisolino è morto con la sua montagna, ma sono sicura che il suo spirito rinascerà quando anche San Giuliano tornerà a vivere.
Adesso so che lui ha raggiunto Yuza, Paco e Maya nel paradiso dei cani e ci osserva e ci protegge.
Non più piccolo cane bionico, ma grande spirito dei monti.
Addio!!!!!!
Mi mancherai un casino mio Pisolino!!!!
Niaria la strega!
September 19 AGGIORNAMENTI SUI NUOVI ESSERI GENETICAMENTE MODIFICATILa dottoressa Vicky Cook si mette qui a disposizione per rispondere alle domande di chi, già da giorni ,
chiede informazioni sulla guerra degli esseri geneticamente modificati
FATTO - LA RONDINELLA PSICOPATCA e LA B. POL. hanno stretto questa alleanza per combattere contro il nemico comune ovvero LA BALENOTTERA FRANCO AFRICANA.
RIEPILOGO - LA B. POL. è quell'animale mammifero sempre in calore che in natura e' solo di razza femminile e cerca di autoriprodursi con maschi di altre specie che pure la osservano curiosi prima di disperdersi tra gli alberi.
Percio' si riproduce raramente ed in natura di esemplerari se ne contano davvero pochi.
Il picco massimo della sua pericolosa voracità la Bitch Polacca lo raggiunge solo per l'approvigionamento del cibo, al momento dell'autoaffermazione personale durante le ore di lavoro. Allora sa essere aggressiva e molto pericolosa. Sa mentire sorridendo e poi aggredire nell'ombra le sue povere prede genuine.
Loro, le prede, seppure più forti e assolutamente capaci di difendersi, vengono attaccate alla schiena e infine immobilizzate dal veleno paralizzante della sua saliva nociva ad alto PH ACIDO ALCOLICO AL SAPORE DI VODKA E YOUGURTH CON PORRIDGE.
LA B. POL. è un animale sempre all'erta, che focalizza la sua attenzione sulla distrazione del nemico per scacciarlo dal suo territorio di caccia o addirittura per divorarlo a pezzi. E' un animale irrascibile e poco socievole e quando sorride mostra i denti come la iena. Probabilmente discende dalla stessa famiglia, ma gli studiosi stanno ancora dibattendo sull'ipotesi. Perchè, come pensa la dottoressa V. Cook che l'ha scoperta, la presenza di struttura tentacolare rende discutibile la sua appartenza alla famiglia ienis. Tuttavia non è escludibile un processo di mutazione genetica avvenuto mentre l'animale emigrava dall'EST all'OVEST. ( dal blog di storie di cristallo http://storiedicristallo.spaces.live.com/blog/) NOVITA' - Nell'alleanza si e' appena unita LA SCIMMIETTA DELLO SRILANKA.
Adesso la guerra riprenderà infuocata non appena il mammifero dal corpo a pera tornera' a nuotare nelle acque torbide del golfo del S T RESORT.
SPIEGAZIONI SUGLI EVENTI - Il patto di non belligeranza tra la RONDINELLA e la B. POL., che e' poi quello che conta di piu', si e' verificato grazie ad una serie di congiunzioni astrali favorevoli....in una domenica di quiete e di predisposizione alla confidenza,dovuta soprattutto al fatto che ....in un mondo difficile, la vita dura, felicita' a tratti (eheheh Tonino Carotone docet)..... l'altro essere geneticamente modificato aveva bisogno di confidare a qualcuno della sua imminente autoploriferazione. La Rondinella psicoptica dunque, che era apparentemente l'unica altra creatura a mostrarsi fidata essendosi da sempre mostrata nemico onesto e leale, ha dunque inspirato La B. POL. e in quella domenica, dunque, una confidenza qui e una li' e l'accordo e' avvenuto. La mafia al Sanctum International e' nata cosi' sotto una buona stella....ehehehe!!!!
Adesso i due esseri condividono segreti e progetti ed il patto si sta consolidando...
DELUCIDAZIONI SUI NUOVI PERSONAGGI - LA SCIMMIETTA DELLO SRILANKA, questo nuovo elemento apparso all'orizzonte da poco più di un mese, è un prototipo di umanoide dall'aspetto viscidello e dall'atteggiamento ambiguo dettato dal disperato bisogno di affermare la sua posizione di nuovo capo del villaggio.
L'umanoide sui suoi primi quaranta si presenta tozzetto e ciccietto, dalla pelle olivastra e butterata sul viso untuoso.
Amante delle donne e della vita notturna è sfortunatamente piombato in un villaggio di esseri modificati per vievre e proliferare nell'anarchia. Difficile dunque la sua opera di ricostruzione politica della comunità e dura la sua solitudine almeno per il momento destinata a diventare cronica.
La SCIMMIETTA DELLO SRILANKA, dopo essersi scontrato con la RONDINELLA PSICOPATICA su questioni di procedura,
ha infine conquistato la sua fiducia e così quella della B. POL. Ciò che invece lui non riesce ad apprezzare è l'atteggiamento da "capetto del nulla" della BALENOTTERA FRANCO AFRICANA,ed è per questo che nella guerra degli essersi geneticamente modificati ha deciso di allearsi senza riserve con LA RONDINELLA e LA BITCH.
Infine, per concludere gli aggiornamenti, riportiamo qui le parole della Dottoressa Vicky Cook, con le quali lei stessa ha risposto già alcuni giorni fa alle domande postele dalla Patty riguardo LA BALENOTTERA....
(...) la BALENOTTERA FRANCO AFRICANA, (...) non e' altro che una specie di super grassona massima che si aggira alla luce del sole senza temere rivolte e che rotola e magna, e magna e rotola, in un ciclo infinito di ripetizioni matematiche. E' la fusione genetica di un micro atomo francofono e di un macro atomo africofono dalla forma a pera di provenienza Zimbawe. Non e' tendenzialmente un essere cattivo, ma fa parte di una rara sottospecie di budellozze dalla tendenza a ad essere capessa, la quale da un paio di mesi, dopo la rivolta contro la CHECCA IRLANDESE, si è autoproclamata governatore ed ora cerca di dettare legge nell'anarchia. Ma la RONDINELLA PSICOPATICA, che e' la regina degli anarchici pscicopatico maniaci, ha deciso che e' giunta l'ora di porre fine al suo spadroneggiare. La BALENOTTERA FRANC0 AFRICANA non ingolfera' piu' all'interno del suo stomaco budelloso i molluschi ectoplasmici plancotniani che si aggrirano, trasporati dalla corrente, intorno alla bolla ossigeno spaziale nella quale essa vive, che per altro e' trasparente e intrappola tutti.
EPILOGO
E con la nuova triplce alleanza la RONDINELLA PSICOPATICA VINCERA' LA GUERRA E REGNERA' NELL'ASSOLUTO.... ahahahahahhhhhhhhhahahahahahahahaha. AHAHAHAHHAHAHAH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
September 10 La paceLa rondinella psicopatica e la bitch polacca
hanno stretto alleanza
si e' trattato di un patto storico:
dopo mesi di lotta intestina e guerra a fuoco aperto
i due esemplari di essere umano geneticamente modificato si sono coalizzati.
ADESSO NON SI ANNIENTERANNO PIU' A VICENDA ALMENO FINO AL PROSSIMO ORDINE
ma si spalleggeranno per distruggere il crimine in nome della liberta' contro la
BALENA FRANCO AFRICANA
in fede.
La dottoressa Vicky Cook.
September 06 un libro - una storia - dei pensieri - L'AMORESto leggendo MONTE CINQUE di Paulo Cohelio, e mentre lo leggo ho il cuore gonfio di commozione ed emozione ed amore.
Ciò che dice mi sta toccando nel profondo e dunque vorrei condividerlo con gli amici del Giardino di Niaria.
A chi l'amore l'ha cercato a lungo credendo che tanto non sarebbe mai arrivato, a chi trova l'amore ma non lo vede, a chi ha paura di vederlo perchè ha paura di viverlo, a chi fugge dall'amore perché ha il terrore di soffrire, ma anche a chi si sveglia all'improvviso ed è pronto a gettarsi nella bufera costi quel costi, insomma, a tutti loro vorrei dedicare queste parole, perché prima di ora ed ora, io stessa sono stata e sono un po' di tutti loro:
- La vedova sorrise, le brillarono gli occhi ed egli potè vedere quanto era bella.(...) Elia si riempì ancora il bicchiere. Il cuore cominciava a dargli segnali di allarme: gli piaceva stare accanto a quella donna. L'amore poteva essere un'esperienza pù spaventosa che non trovarsi difronte ad un soldato di Acab con una freccia puntata sul suo cuore: se la freccia lo avrebbe colpito, egli sarebbe morto e di tutto il resto si sarebbe occupato Dio. Ma se lo avesse colpito l'amore, avrebbe dovuto sopportarne lui le conseguenze.
"Ho tanto desiderato l'amore nella mia vita", pensò e invece adesso che lo aveva davanti - e senza dubbio l'amore era lì, bastava solo non sfuggirgli, il suo unico pensiero era di dimenticarlo il più in fretta possibile. (...) il suo viso era vicino a quello di lei, tanto vicino come mai lo era stato con quello di un'altra donna in tutta la sua vita. I suoi occhi verdi erano come quelli di Gezabel la principessa spietata di Sidone, ma avevano un bagliore diverso, come se potessero riflettere i cedri, l'oceano che aveva tanto sognato e mai conosciuto e,- ma com'era possibile? - anche la sua anima. " Mi piacerebbe molto dirglielo," pensò. "ma non so come. E' più facile parlare dell'amore di Dio" (...)
"E' un profeta, mi legge nel cuore" pensò la donna.
Da quando l'israelita era entrato nella sua vita, tutto era cambiato. Persino la povertà era più facile da soppotare, perché quello straniero aveva risvegliato qualcosa che lei non aveva mai conosciuto: l'amore. (...) Sapeva che per lui il Signore era più importante di quello che accadeva sotto i cieli. Era consapevole che si trattava di un sogno impossibile, giacché l'uomo che le stava davanti avrebbe potuto andarsene in quello stesso istante (...) Lei però avrebbe continuato ad amarlo, perché, per la prima volta nella vita, era consapevole di che cosa fosse la libertà. Avrebbe potuto amarlo anche se lui non lo avesse mai saputo. Non aveva bisogno del suo permesso per sentirne la mancanza, per pensare a lui tutto il giorno, per aspettarlo per la cena, per preoccuparsi di ciò che si stava tramando contro uno straniero.
Questa era libertà: sentire ciò che il cuore desiderava, indipendentemente dall'opinone degli altri. (...) Elia bevve un altro po' di vino, si scusò e si ritirò nella sua stanza. Lei uscì nella strada, si rallegrò (...) era libera, perché l'amore rende liberi.
Elia rimase a lungo a fissare la parete della sua camera. Infine decise di invocare l'angelo.
"La mia anima è in pericolo", disse. Ma l'angelo era silenzioso.(...)
"Quando sono difronte a questa donna, non mi sento bene".
"Al contrario" rispose l'angelo "E' questo che ti infastidisce. Perché potresti finire per amarla".
Elia provò vergogna perché l'angelo conosceva la sua anima."L'amore è pericoloso" disse
"Molto", rispose l'angelo "E allora?" Quindi scomparve.(...)
"Sto affrontando una battaglia inutile", pensò. L'amore vincerà questa battaglia, e io l'amerò per il resto dei miei giorni. Signore rimandami in Israele, così che io non debba mai rivelare a questa donna ciò che sento. Perché lei non mi ama e mi dirà che il suo cuore è stato sepolto accanto al corpo di suo marito eroe".
(...) Elia continuò a caminare per qualche tempo, cercando di capire ciò che aveva sentito. Mentre si accingeva a far ritorno ad Akbar, si accorse che la donna amata era seduta su una pietra, davanti al Monte Cinque "che cosa fa lì?" (...)
La donna si accorse della sua presenza, e lo salutò. Elia sembrò dimenticare le parole dell'Angelo perché l'insicurezza lo riassalì di colpo. Cercò di fingersi assorto nei problemi della città perché lei non notasse quanto il suo cuore e la sua mente erano confusi.
"Che cosa fai qui" domandò appena le fu vicino.
"sono venuta a cercare un po' di ispirazione. La scrittura che sto imparando mi ha fatto pensare al disegno delle valli, dei monti, della città di Akbar (...) ho pensato di usarle per descrivere il mondo in cui vivo, ma so che è difficile: anche se possiedo i colori, soltanto il Signore riesce a mescolarli con tanta armonia." E mantenne lo sguardo fisso sul Monte Cinque.(...)
"Dio scomparirà dalle parole?" domandò la donna.
"Vi sarà sempre" rispose Elia "ma ciascuno sarà responsabile davanti a lui per ciò che scriverà".
La donna estrasse dalla manica una tavoletta di creta, con qualcosa scritto sopra.
"Che cosa significa?" domandò Elia.
"E' la parola AMORE"
Elia trattenne la tavoletta tra le mani, senza avere il coraggio di domandarle perché gliela avesse data. Su quel pezzo di argilla, quei pochi tratti riassumevano il motivo per cui le stelle erano ancora in cielo e gli uomini sulla terra.
Fece per restituirgliela, ma lei la respinse.
"L'ho scritto per te. Sono consapevole della tua responsabilità. (...) Questa parola adesso è densa di misteri. Nessuno può sapere ciò che risveglia nel cuore di una donna, neanche i profeti che parlano con Dio."
"Conosco la parola che hai scritto" disse Elia "ho lottato contro di lei giorno e notte, perché, sebbene io non sappia ciò che risveglia nel cuore di una donna, so che cosa può fare ad uomo. Ho abbastanza coraggio per affrontare il Re di Israele, la principessa di Sidone, il consiglio di Akbar, ma quest'unica parola, amore, suscita in me un profondo terrore. Prima che la disegnassi su questa tavoletta, i tuoi occhi l'avevano già scritta nel mio cuore". Rimasero in silenzio. (...) Elia le tese la mano e lei gliela strinse. E rimasero così finché il sole si nascose dietro il Monte Cinque."
"Grazie", disse lei mentre tornavano indietro. "Era da tempo che desideravo assistere a un tramonto insieme a te".
Anche io avevo tanta paura dell'amore, anche io lo cercavo e lo desideravo e poi fuggivo...io vivevo sognando e quando il sogno si è avverato ho odiato per un po' vivere nel sogno.
Ora ho capito e mi sento pronta, davvero bene, davvero libera...perché sì,
L'AMORE E'LIBERTA'.....
Vicky - Niaria
August 29 10 -14 Agosto 07- Le mie vacanze a casa di Daniel
Gli incendi pare non brucino piu' e dunque adesso, ripensando alla mia vacanza in Svezia, sono piu' felice e inzio a godermela davvero. Ok, allora forse e' venuto il momento di raccontare...
LA SVEZIA, QUATTRO GIORNI INCREDIBILI, UN MATRIMONIO SEMPLICE E BELLISSIMO
Quando sono arrivata pioveva a dirotto. Un tempo cupo e un cielo grigio e triste proprio come la mia anima. Nella testa avevo solo le immagini del fuoco appena scoppiato a pochi metri da casa mia e le voci preoccupate di tutti. Amici, famiglia, concittadini sbigottiti. E poi mi sentivo soffocata dalla pioggia che davvero non sopporto più, che mi fa arrabbiare perché cade ovunque nel nord Europa, ma risparmia l'Italia avvolta dalle fiamme, e la Grecia. Il primo pensiero dunque era: respira e cerca di rilassarti. Contieni le tue emozioni e sorridi perché questo non e' ne' il momento ne' il luogo giusto per lamentarti e piagnucolare Rischieresti di rovinare tutto e non sarebbe giusto. Così mi sono concentrata a far finta di nulla. E' stato difficile all'inizio, perché per ogni cosa sentivo le lacrime bussare ai miei occhi deboli e il fiato fermarsi in gola, poi però, grazie al calore delle persone che ho incontrato, che mi hanno accolto come un'amica di vite, sono riuscita a rilassarmi e a stare bene.
siamo arrivati in tarda mattinata e nel pomeriggio siamo subito usciti insieme a Chellej, il fidanzato della madre di Daniel, e abbiamo fatto una breve passeggiata nella piccola cittadina di Nortalije.
Nortalije e' a cento chilometri a nord di Stoccolma, sulla costa della Svezia centrale, ed e' un piccolo gioiellino di case antiche costruite in legno secondo i vecchi criteri, e case nuove costruite sempre in legno oppure in muratura, ma tutte in linea perfetta con lo stile antico, e poi stradine lastricate di selci grigio scuro e negozi vari dalle vetrine ordinate e accattivanti e gente sorridente e silenziosa con la pelle dorata dal sole, perché in quella specie di isola di paradiso che e' la Svezia sembra che il tempo sia rimasto lo stesso. Inverni di ghiaccio ed estati calde temperate in cui sole e pioggia si alternano quanto basta per non rovinare terre e raccolti ed equilibrio psichico delle persone.
Poi siamo andati a casa di Emma, la sorella di Daniel. La casa dei miei sogni! Una casetta di legno rosso immersa nella campagna fatta di colline prati verdi e boschi. Dove a perdita d'occhio non vedi strade ne' case, in un luogo silenzioso dove di notte non ci sono lampioni ad illuminare e di giorno le betulle dal tronco snello e dai rami rigogliosi di foglie si intrecciano nascondendo ogni cosa. Se ti impegni un po' di più, però, scopri che qualche altra casetta come quella lì in realtà c'e', se ne intravede di tanto in tanto il tetto tra il verde o le imposte chiare come le costruzioni della Playmobil, e se aguzzi lo sguardo ancora di più, trovi anche la stradina che va al di là delle colline fino alla strada principale che porta in città, ma quella è più difficile da scovare perché il mare di prato che si apre alla vista e' più vasto del grigio chiaro dell'asfalto e la nasconde agli occhi poco attenti ai dettagli.
Emma doveva sposarsi il giorno dopo ed era ancora nel bel mezzo di tutti i preparativi, insieme a sua madre e a Gudrun, la madre di Benny , il suo futuro marito.
Appena sono arrivata mi hanno tutti accolto con un gran sorriso e subito hanno iniziato a trattarmi come una della famiglia.
Ci hanno messo a lavorare a me e a Daniel, anzi, per la precisione a cucinare. Abbiamo preparato le cosiddette NIGGER BOLLAR, ho scritto più o meno come si pronuncia perché la mia tastiera manca di umlaut ecc ecc, che sono dolcetti rotondi al cioccolato, tipo polpette, ma con l'impasto simile al nostro salame di cioccolato, e poi sono ricoperte di zucchero o di scagliette di cocco.
Abbiamo grattugiato il limone verde per il semifreddo di frutti di bosco e fragole ed io ho aiutato Ewa, la mamma di Daniel, a preparare i fiori per il bouquet e per le decorazioni del tavolo e a cavare le patate dal vicino orto, e parlando un po' con uno un po' con l'altro mi sono sentita davvero a casa.
Emma mi ha mostrato il vestito e mi ha raccontato di come voleva farsi i capelli e il trucco e Ewa mi ha subito messo in braccio il piccolo Emil. Un paffutello di 5 mesi che e' il figlioletto di Emma e Benny.
Una specie di piccolo gigantello con gli occhi azzurri vispi e allegri, una peluria di capelli biondi e tante pieghette di ciccia sulle mani, sui piedi e sulle ginocchia rotonde. Io all'inizio ero un po' imbarazzata perché non sapevo come loro trattassero i bambini, se erano apprensive o rilassate, se erano gelose o no, insomma, non sapevo come comportarmi, ma alla fine Emil mi ha sorriso, mi ha conquistato definitivamente ed e' stato in braccio a me per tutti e quattro i giorni. La mamma di Daniel veniva a portarmelo ogni volta che lei o Emma non potevano tenerlo e per me é stato un onore perchè significava che si fidavano di me.
Quella sera, al termine dei preparativi, mentre la campagna dormiva nella notte buia come il petrolio, abbiamo mangiato arrosto morbido di manzo e patate al forno in una deliziosa salsa chiara . Tutti attorno al tavolo illuminato di candele. Stanchi e soddisfatti del lavoro fatto ed emozionati per gli avvenimenti del giorno dopo.
L'indomani, Nikklas, che è il fratello maggiore di Daniel, insieme alla sua ragazza Mimmi, sono venuti a prenderci con la super macchina anni 60 che proprio lui aveva ristrutturato e che avrebbe presto rivenduto ad un acquirente assolutamente ricco. Una lunga Chevrolet Impala del '64, decappottabile dalla carrozzeria argento. Ruote grosse e ammortizzatori elettronici che con il telecomando si alzano e si abbassano e fanno ballare la vettura, ma soprattutto, una volta parcheggiata, completamente abbassati, la bloccano e ne impediscono il furto.
In quel momento il sole era alto in cielo e la campagna profumava, e seppure andavamo veloci sulle strade poco trafficate il vento fresco era piacevole. Quella sì che era veramente estate, mi sono detta felice e mi sono goduta il paesaggio con il cuore un po' più leggero.
Quando siamo arrivati a casa di Emma il terrazzo di legno chiaro costruito lungo un fianco della casa e fino alla porta di ingresso era già tutto adornato di fiori, e il tavolo era imbandito con semplici tovaglie di lino bianco e tovaglioli di lino rosa e verde chiaro, tutto a riporto con i fiori freschi colti nel giardino di Gudrun e tagliati e sistemati da me e da Ewa la sera prima.
Le donne hanno disposto il cibo su un paio di piccoli tavolini al lato della terrazza e hanno coperto i vassoi con carta d'alluminio e tovaglioli. Poco dopo gli invitati sono iniziati ad arrivare.
Puntuali come sanno essere puntuali solo gli uomini del nord, ignari, felici solamente di trascorrere una bella giornata all'aperto per il compleanno dei trenta anni di Benny. Una breve processione di macchine e' sfilata sulla piccolina stradina fino alla casa e si e' parcheggiata dal lato ombroso nascosto alla vista del terrazzo e poi saluti e sorrisi e presentazioni per me che ero l'unica straniera.
L'emozione per noi che sapevamo cosa sarebbe accaduto da li' a poco era quella di scoprire la tranquilla serenità tipica di un giorno qualunque nel volto dei presenti ignari, e quando tutti si sono finalmente accomodati a tavola, un silenzio strano è sceso intorno ad avvolgere di mistero l'atmosfera rurale del posto. L'attesa, gli sguardi interrogativi, l'impressione come di qualcosa di speciale che di lì a poco sarebbe dovuto accadere e l'incapacità di tutti di trovare una risposta. Allora un ragazzo ed una ragazza sono arrivati con una chitarra acustica. Hanno cantato una canzone in svedese che proprio loro avevano scritto per gli sposi su richiesta di Ewa, e mentre loro cantavano Emma e Benny sono venuti avanti pieni di luce. Sorridevano e si tenevano per mano e nella semplicità del loro abbigliamento e nel calore della campagna c'era tutta la bellezza dell'amore. Per un attimo ho come avuto l'impressione di essere stata catapultata indietro nel tempo, a quando nel Medioevo e forse ancora indietro nei secoli i matrimoni del popolo venivano celebrati così, a contato della natura e senza fronzoli. Privi della pesantezza del culto cristiano e dei suoi nebbiosi rituali inutili.
La sacerdotessa poi ha contribuito a rendere tutto ancora più bello e speciale, magico almeno per me che a cose del genere non sono affatto abituata, perché in Italia e per i cattolici il matrimonio è sempre complicato ed infinitamente lungo. Così, mentre i due ragazzi cantavano di nuovo nella loro lingua dolce e musicale, io ho come visto nella mia mente la materializzazione della tipica scena di bardi romantici giunti ad allietare feste e banchetti con le loro dolci ballate d'amore.
I due ragazzi si sono scambiati i voti sotto il sole, in un cielo limpido e brillante, sporcato qua e là da timide nuvole argentee, mentre un tiepido venticello accompagnava la chitarra facendo frusciare le fronde degli alberi e sollevando ondicelle dorate sul mare di prato dove galleggiava la casetta rossa.
Mentre la sacerdotessa finiva il rituale la ragazza ha distribuito a tutti un piccolo foglietto di carta riciclata, con le note ed il testo di un'antica canzone svedese da un lato, e il breve credo anglicano dall'altro, che tutti hanno recitato in tono pacato e meditativo. Quando Emma e Benny si sono baciati poi, tutti hanno intonato l'antica canzone nordica ed io avevo i brividi. Seguendo le note ho vocalizzato le strofe incapace di pronunciare anche una singola parola e Daniel mi ha posato una mano sulla spalla.
Ero emozionatissima, e felice e commossa ed affascinata dalla semplicità di quella gente antica.
Gli sposi hanno fatto le foto sul cortile non ancora terminato della loro casa nuova e i fotografi non erano altro che i loro fratelli e amici. Poi è iniziato il pranzo, semplice e rustico, niente di assolutamente paragonabile ai sontuosi banchetti italiani. Le cuoche infondo erano state nient'altro che le due madri degli sposi, le quali, come mi è stato poi spiegato da qualcuno, amano cucinare e sono delle ottime cuoche.
Ognuno, in modo composto, si è alzato e si è servito con aria felice e rilassata, perché tra quelle genti non esiste che la donna serva l'uomo o viceversa, perché in quelle zone la parità è davvero rispettata, così anche io, seppure timida e guardinga, mi sono alzata per riempire il mio piatto.
C'era il manzo cotto in una salsa marrone, deliziosa e arricchita di birra e spezie e il Potato gratar (sempre scritto seguendo la pronuncia e non la corretta ortografia per questioni pratiche), che è uno sformato di patate fatto di strati di patate, di formaggio e di crema di panna, burro e pepe. Un piatto che a parlarne sembra pesante, ma che a mangiarlo non è altro che delizioso e leggero. Io avrei voluto abusarne e mangiarne un quintale tanto mi è piaciuto, ma non ho potuto fare altro che resistere alla tentazione per non sembrare maleducata. E poi c'era insalata, e dolci e frutta. Tutto assolutamente frugale, rustico, semplice. Io ero assolutamente conquistata da ogni particolare.
Nel pomeriggio infine Emma e Benny hanno aperto i loro regali. Semplici e scemi come quelli che si fanno di solito per un compleanno, ed erano felici, e spensierati, e per niente offesi dallo scarso valore degli oggetti ricevuti. Erano soddisfatti, come mi ha poi spiegato Emma, perché con i soldi che gli avevano regalato Daniel, Nikklas e i loro genitori avrebbero potuto finalmente comprare la vasca idromassaggio che desideravano per completare il loro bagno al piano di sopra, e questo per il loro matrimonio era più che sufficiente.
Quando la notte è scesa, poi, gli amici più affiatati erano ancora lì. Seduti a chiacchierare e a smangiucchiare patatine, e la notte scura e senza luci è stata illuminata solo da tante candele profumate e da una fila di lucine stile natalizio blu chiaro e bianche che attraversava nel mezzo l'intera tavolata. Sul muretto in legno chiaro del terrazzo, invece, uno a destra ed uno a sinistra, troneggiavano i due Trolls giganti che io e Daniel avevamo comprato loro al mattino.
Erano un maschio ed una femmina, carini e simpatici e tutti e due portavano in mano una lanterna con una candela che bruciava all'interno. Il loro messaggio era la buona fortuna e il loro mestiere era illuminare la strada al viandante smarrito. Come dire, che la vostra casa prosperi di fortuna e tanta felicità e che mai, nella vostra vita, possiate smarrire la via per tornare. E' stato il regalo che hanno gradito maggiormente ed io ne sono stata orgogliosa perché quando l'ho scelto desideravo davvero che lo apprezzassero e che potessero capire e giovare della benevola compagnia dei due esseri del popolo magico.
Il giorno dopo abbiamo corso sui go-kart e nel pomeriggio siamo andati a Stoccolma ad incontrare una mia amica che lavora lì. L'ultimo giorno invece è stato dedicato alla passeggiata, ed ho scoperto che Nortaljie era ancora più bella di quello che mi era sembrato all'inizio. Ho scoperto, per esempio, che si trova su una lingua di campagna tra il mar Baltico ed un grosso lago pieno di insenature e boschi rigogliosi che sfiorano l'acqua. Un lago che prosegue fino a sparire tra le piccole isole verdi e del quale non si vede la fine. Un lago il cui letto, almeno lungo le coste più vicine alla città, è stato aggiustato con sabbia marina che ha eliminato le piante subacquee e lo strato terroso, ed ha reso l'acqua più limpida e pulita così che la gente possa andarci a nuotare in tutta sicurezza ed igiene, e asciugarsi al sole sdraiati sui prati verdi e soffici che circondano il lago.
Ero senza parole, poi, quando siamo passati ai margini di un antico cimitero Vichingo. Un cimitero, mi hanno spiegato, dove al tempo dei vichinghi usavano seppellire solo la gente più illustre.
La sera, poi, prima della nostra partenza, Ewa ha preparato il Cucliux. Una padella di pesce e vegetali in cui il pesce, pulie cotto in un certo modo, diventa quasi crema mischiato con i vegetali morbidi e bolliti e si arricchisce di sapore con sale marino grezzo e spezie, e per dolce i waffel con panna fresca montata e marmellata fatta in casa di mirtilli e lamponi che Ewa in persona ama andare a raccogliere nei boschi.
Quando sono partita avevo il cuore in gola e vivere a Londra mi è parso all'improvviso insopportabile.
Daniel deve aver provato lo stesso se ad un certo punto mi ha chiesto cosa ne pensavo se un giorno, prima o poi, mi avesse chiesto di trasferirmi lì ...
Lascio ovviamente a voi il beneficio della risposta.... August 21 Un pezzo del mio cuore in fumo...I DATI DELLA CATASTROFE
USATI 5 MILIONI DI LITRI D'ACQUA E LIQUIDI RITARDANTI
L'Aquila, 20 ago. - C'è un primo dato, approssimativo ma attendibile, sul danno causato dagli incendi a S.Giuliano e dintorni. Il fuoco è comparso la prima volta il 9 agosto, e la bonifica è tuttora in corso. I mezzi aerei hanno lanciato sulle fiamme 5milioni di litri di acqua e liquidi ritardanti. Si è attinto a piccole riserve cittadine, create per la pesca e non per gli incendi (prevenzione? inesistente da sempre...). In particolare i laghetti della stazione e di S.Raniero di Bagno, oltre a Campotosto per i canadair.
![]() Foto Valentino Marozzi
La superficie complessivamente interessata nell'area aquilana dal 9 agosto ad oggi è di circa 400 ettari, di cui il 75% di conifere, dunque 300 ettari di bosco e pineta. Peggio di quanto si credesse in un primo tempo e di quanto si ritenga guardando Monte Cascio, che era coperto da boscaglia e cespugliame. Gli incendi, ricordiamo, hanno avuto inizio "ufficialmente" il 9 agosto sotto un viadotto autostradale a S.Sisto: le scintille provocate da operai a lavoro con utensili a rotazione. Il dato è vero ma nasconde un fatto importante: negli stessi luoghi altri principi di incendio si erano già verificati. Nessuno aveva però provveduto ad adottare misure di prevenzione presso i cantieri di lavoro. Nessuno (e questo è ancora peggio) sorvegliava nessuno.
Come, a quanto riferiscono in molti e afferma oggi anche Il Centro, non risulta sorveglianza a Monteluco, nè risulta che le zone boscose siano state bonificate e ripulite di tutto ciò che favorisce gli incendi. Altro elemento indubitabile: piromani e incendiari l'hanno fatta da padroni. Sia negli incendi aquilani, sia in quelli ad Acciano, Navelli, Capestrano. Non è una favola: esistono inneschi sequestrati (lasciati persino fotografare da alcuni giornali), esistono testimonianze. Oggi un testimone ha confermato alla radio di aver visto un piromane all'opera, inutilmente inseguito. Siamo certi che sorveglianza e controlli siano efficaci, oppure bisogna metterne a punto altri più efficaci? Non è critica (gli addetti agli incendi sono molto suscettibili),è legittima domanda, valida perchè finora non è stato preso neppure un solo incendiario. Ed è pesante doverlo ammettere: il danno si aggira su diversi milioni di euro (incluse le spese enormi delle operazioni), c'è stato un morto ad Acciano, centinaia di coraggiosi hanno lavorato a morte rischiando le vita e dando tutto ciò che potevano dare. I risultati li pretendono tutti, dopo tanti sacrifici. (...) Dai dati forniti dal Corpo Forestale dello Stato emerge il poderoso sforzo realizzato da tutte le forze dell’ordine impiegate per contrastare gli incendi che hanno interessato nella provincia oltre 13.000 ettari di superficie, di cui oltre 7.000 boscata. Nel solo capoluogo sono stati utilizzati a più riprese 8 velivoli, che hanno effettuato 50 voli con 1694 sganci per un totale di 4696 metri cubi di acqua. Nel corso della riunione si è deciso di convocare un tavolo tecnico per il coordinamento degli interventi di prevenzione e di vigilanza a tutela del patrimonio boschivo. dal capoluogo.it del 20 agosto 2007
ED E' COSI' CHE DAVANTI AGLI OCCHI INCREDULI DEGLI AQUILANI CHE LO AMAVANO, IL MONTE SACRO DI SAN GIULIANO SI E' DISSOLTO NELLA DISSOLUZIONE DI SPIETATI MENEFREGHISTI.
Vicky
August 14 UN PEZZO DEL MIO CUORE IN FUMODovevo partire per la Svezia, il paese dei miei sogni e l’ho fatto. Sono stata bene, ma non come immaginavo. A L'Aquila la mia casa stava bruciando e prima di partire ho sentito il mio cuore spezzarsi d'angoscia.
La mia montagna, cio’ che di piu’ caro avevo e’ andato in fumo. Il paesaggio di boschi che si apriva alla mia vista ogni mattina quando alzavo la serranda della mia camera, che mi salutava quando tornavo verso casa per la strada principale e respiravo l’aria fresca che veniva dal bosco. Il mondo dei miei pensieri, la culla nelle mie giornate di solitario relax in giro per i vecchi sentieri a camminare o correre con Gaia il cane orso, o a passeggiare con le mie amiche, o con mio padre e mio fratello quando ero una bambina a raccogliere il muschio per il presepe. Tutto e’ sparito. Ettrai ed ettari di bosco antico ingoiati dalle fiamme fameliche di distruzione. Fiamme altre piu’ di trenta metri che giocavano con il vento spietato, che si lasciavano avvolgere e portare in alto fino al Sole e Lui, impietoso nemico, che sorrideva trionfante dopo aver sconfitto anche l’ultima nuvola . Cosi' tutto e’ cambiato nel giro di poche ore sotto gli occhi attoniti e spaventati di chi era lì, mentre io da qui tremavo e lottavo contro le lacrime. Ho sentito il cuore spezzarsi, la mia anima agonizzare, la mia testa girare vorticosa. Tutto quello che ho lasciato adesso non lo ritroverò, e questo mi spaventa e mi angoscia e mi lascia senza fiato. Senza vita. Il mio passato non c'e' piu', il mio presente, che e' altrove e che fino ad ora si era compiaciuto della consapevolezza che quelle verdi montagne mi avrebbero per sempre accolto fedeli nel loro rassicurante abbraccio, ora e' senza dimensioni e il mio futuro e' solo foschia. Ogni essenza, ogni molecola, tutto cancellato in una scintilla. Tutto che è evaporato doloroso nell’incapacita’ di dare una spiegazione al caos degli eventi.
Con il fiato sospeso ho inziato a leggere i messaggi sul cellulare delle mie amiche spaventate che osservavano la montagna agonizzante esalare i suoi ultimi respiri davanti ai loro occhi. <<Chiama i tuoi, San Giuliano sta bruciando. Devono evaquare la zona. Il vento e’ fortissimo. A Via Caprini le fiamme sfiorano quasi i muri delle case. Il Convento di San Giuliano e’ stato gia’ evaquato>> Tutto si stava svolgendo a pochi metri da casa ed io per la paura ho perso anche la fame. e mi sono sentita malissimo. Sono corsa a telefonare a casa e mio fratello piu' piccolo, che di solito non si scompone e non esagera mai, questa volta parlava e pareva smarrito. <<Alfredo e papa’ sono gia’ saliti a vedere. Ad aiutare. C'e un sacco di gente che e' salita. Le case più su sono vuote ormai. Se il vento cambia e tira a sud dobbiamo andare via anche noi. Da qui si vedono le fiamme e il vento e’ fortissimo. Gli aerei sono arrivati tardi, ma adesso c’e’ uno spiegamento di forze spaventoso. Non so pero’ se ce la fanno a salvare il bosco>> Avevo la gola secca e il fiato spezzato. Perche' ogni racconto era sempre uguale. Nessuno esagerava. Nessuno inventava niente. Persino gli aggiornamenti in diretta sul sito dell'Aquila erano combacianti. Era tutto vero. Atroce. Tutto che stava accadendo in questa esatta dimensione. Devo essere impallidita di brutto perche’ gente incosapevole in hotel si e' fermata piu' volte a chiederemi se stessi bene. E no, no che non stavo bene. Io stavo morendo con la mia montagna. La Svezia mi e’ parsa lontanissima. Lo stomaco si e’ girato. Tutto il mondo mi si e’ capovolto addosso e tutto cio’ che volevo fare era teletrasportarmi tra i miei boschi. Allagare di lacrime i rami in fiamme. Combattere, strillare, strangolare i colpevoli con le mie stesse mani. Perche’ in un’estate tanto calda e straordinaria come questa nessuno puo’ permettersi di sbagaliare. Perche’ altri sono stati visti aggravare la situazione accendendo un nuovo focolaio dall’altro versante e fuggire tra le piante affinche’ gli uomini dagli elicotteri non potessero riconoscerli. Perche’ la distrazione di alcuni e la maledetta distorsione mentale di altri hanno distrutto la mia casa e non e’ servita a niente la tenace solidarieta’ di tutta la gente aquilana. A niente. Era troppo tardi.
Correvo a destra e a sinistra, frenetica. dal blog di Patty al blog del Comune, al blog di mio cugino, e poi su messenger e sul cellulare e ancora sul sito del Comune e su google. Stavo impazzendo. Avevo la nausea e mi tremavano le mani quando finalmente su Internet ho visto le prime foto. E c’era casa mia li’, e c’erano le case dei miei amici, e quelle dei miei vicini. E c’era il fuoco, il fumo, la montagna che pareva un Vulcano. Ero a casa di Daniel che il quadro della situazione era ormai CATASTROFE, e quando lui mi ha abbracciata io non cel'ho fatta piu' e sono scoppiata a piangere.
Gli aquilani piangono la loro montagna era scritto su yahoo.it alla cronaca nera ed io non ho faticato ad immaginare che fosse vero. I sentieri di San Giuliano appartenavano a tutta la citta’ in fondo, perche' tutti li amavano e tutti adoravano andarci a passeggiare. Sole o pioggia, grandine o neve, faceva lo stesso, esattamente come era per me, e tra noi ci si conosceva tutti. Capisco dunque quello che hanno provato perche' da qui l'ho provato anche io. Adesso niente sarà più come prima, perchè i secoli non si possono più riportare indietro, così alla fine ci ritroviamo tutti desolati ad ascoltare il vuoto. Il crepitìo della legna fresca che brucia. Il rombo dei Canadairs e la nebbia del fumo denso, e da adesso nessuno di noi riaverà più cio’ che per una vita ci ha rassicurato e ci ha reso tanto fieri
San Giuliano, la Crocetta, Fonte Cacio....la piana
Ed io che in quei boschi ci sono nata e cresciuta adesso ho paura di tornare a casa perche’ ho paura di arrivare ed accorgermi che una casa vera per me non ci sia piu’. I cambiamenti a volte mi spaventano e questo, mio Dio, davvero mi sconvolge.
Dopo il fuoco ha bruciato per altri tre giorni ed oggi che e' il secondo senza fuoco io ho ancora gli incubi.
Vicky.
Ringrazio tutti quelli che hanno scattato e pubblicato queste foto. Gli aquilani piangono, ma non si piegano e non dimenticano, e se Dio vuole prima o poi tutto rinascerà. August 08 La storia del cigno del lago di Nykoping<< Molto tempo fa, nel laghetto appartato vicino al porto di Nykoping, viveva un grosso cigno bianco. Per anni emigrava d'inverno, e d'estate tornava li' a nuotare solitario nell'acqua profonda e fredda della cittadina a sud della Svezia.
Tutti gli abitanti lo amavano e si prendevano cura di lui facendo in modo che nessuno lo disturbasse, curandolo se stava male e proteggendolo dal mondo.
Il cigno era diventato una specie di divinita' per il popolo di Nykoping e lui li' ci stava bene.
Tutti pero'si domandavano perche' mai fosse sempre solo. Perche' mai in quel lago ci fosse solo lui, perche' mai non seguisse i suoi simili altrove.
No. Ogni anno partiva da solo e tornava da solo e ogni nanno trovava la stessa acqua ad accoglierlo gentile.
Poi un anno, presto al mattino, un vecchio pescatore del luogo vide volteggiare in cielo una splendida coppia di cigni e sorrise al pensiero.
Il grande cigno regale aveva finalmente trovato la sua compagna.
Per molto tempo dunque i due cigni tornarono insieme nel piccolo lago e gli abitanti del paese impararono ad amare anche la femmina. Grande, splendida, elegante come una Regina.
Infine, il cigno torno' di nuovo solitario. La sua amata non c'era piu', ma lui non voleva nessun altro. Piuttosto preferiva la solitudine di un tempo.
Cosi'solitario e fiero, torno' da solo a trascorrere gli ultimi suoi anni di vita nell'acqua amica del suo regno incantato.
Tutti lo ricordano ancora, e i bambini salutano tutti i cigni pensando a lui.
Da quel momento pero', il laghetto e' rimesto deserto. Nessuna altro animale ha voluto usurpare quello che un giorno era il regno del principe Cigno.>>
La rondinella psicopatica sempre in viaggio sta tornando in Svezia. Ancora una volta.
Il suo principe ha deciso di portarla con se' e lei e' felice. Ora pensa alla storia del cigno del lago di Nykoping e sospira.
Prima di adesso non sapeva quando mai sarebbe potuta tornare ed invece, a partire da venerdi', sa che puo' sognare di tornare li' quando vuole, in compagnia del suo Principe cigno....
A presto....
Non vedo l'ora di toccare terra.
July 31 Il Mio week endAvevo sperato per il sole,
ma da queste parti ultimamente sembra che sia impossibile.
Il cielo questa volta non era plumbeo, solo che il sole l'ho visto a spicchi tra nuvole d'ombra bianche e paffute. L'Oceano era scuro, mosso da onde capricciose. Il vento nel primo pomeriggio era frizzante e profumato di iodio, poi si e' levato forte e le nuvole hanno nascosto le stelle. Allora la pioggia e' tornata a cadere fitta e silenziosa e noi non abbiamo potuto fare altro che camminare per le strade deserte di Eastbourne e bagnarci. Incuranti. Rassegnati. Divertiti.
- Io e Daniel siamo arrivati a Brighton in tarda mattinata che la cittadina era tutta un brulicare di gente e bancarelle. Ai margini della spiaggia sassosa c'era una gru da muratori alta almeno sessanta metri, con una carrucola che saliva e scendeva e della gente che si buttava giu' con l'elastico.
Io per un attimo ho sentito l'istinto di provarci, ma Daniel, che e' saggio e mi ha capito al volo, mi ha gentilmente trascinato altrove.
Abbiamo camminato a lungo, abbracciati come al solito. A farci le coccole sul lungo mare affollato, mentre la gente intorno a noi si dissolveva nell'aria vetnosa. Abbiamo superato l'hotel Belgrave, dove due anni fa ho fatto il mio primo colloquio, il negozietto dove ho comprato il mio primo fudge. Quella specie di caramella deliziosa che in Italia chiamiamo Mou. Ci siamo fermati a vedere i bambini sguazzare nelle piscinette e i grandi giocare a basket o pallavolo nei campi allestiti ai margini della spiaggia sassosa. Ogni club aveva della musica, e ognuno offriva spettacoli di colorati artitsti di strada.
Brighton e' davvero bellissima. Hippie tanto quanto Glastonbury, ma con la differenza che quest'ultima sa di magico e mistero, la prima invece sa di divertimento e trasgressione.
Glastonbury e' silenziosamente immersa nel verde di colline smeraldo, Brighton invece osserva l'oceano con un pizzico di superbia. Tracotanza.
Nel tardo pomeriggio poi siamo arrivati ad Eastbourne. La cittadina di mare dei miei sogni.
Ci sono stata la prima la volta che avevo 16 anni per la vacanza studio con la EF ed e' stata una bellissima esperienza. E' stato magico rivederla e scoprire dopo tanti anni che e' esattamente rimasta uguale. Pulita e ordinata. Fresca.
L'Hotel che Daniel aveva scelto era sul mare. Era lussuoso ed arredato con ottimo gusto. Ci siamo cambiati in fretta e siamo di nuovo usciti.
Una lunga passeggiata sul Pier. Il grosso pontile pieno di locali, al termine del quale, proprio nel mezzo dell'ocenao di onde, quando avevo 16 anni c'era la discoteca metal dove andavo sempre con una delle mie amiche. Adesso invece c'e' un family pub e un night club, ma e' stato ugualmente bello rivedere questi posti, ed è stato troppo divertente giocare nell'immensa sala giochi, sempre sul pier, dove andavo anche quando avevo 16 anni.
Abbiamo cenato in un delizioso ristornate italiano e poi siamo andati di nuovo in giro finche' la pioggia nemica non ci ha colti di sorpresa.
L'indomani siamo andati al Souvereing Centre. Il parco acquatico dove ero gia' stata da piccola e anche li'e' stato un mare di risate e spruzzi nella piscina con le onde e le fontane a fungo. Si', come al solito tante risate e tanto divertimento, ma il momento piu' bello e' stato quando siamo andati a Beachy Head.
Ero stata anche li', ma questa, rispetto al resto, forse la ricordavo meno, forse e' cambiata, ma e' uno dei posti piu' rilassanti e magici che abbia mai visto.
Chiudete tutti gli occhi e immaginate delle colline di verde brillante, tanto luminose da colorare il cielo e il mare. Immaginatele degradare lentamnete e aprirsi all'Oceano tra insenature e golfi dalle scogliere ripide e mozzafiato. Bene, adesso provate a immaginare tutto questo paesaggio aprirsi davanti ai vostri occhi mentre voi siete seduti sulla collina piu' alta e le nuvole e il sole giocano tra le onde e dipingono l'acqua fino a trasformarla in una propagine piatta delle colline prato. Tutto il mondo pare fermarsi e persino le barche a vela che scivolano sull'acqua sembrano immobili nel silenzio statico che sa di quadro.
Si', io mi guardavo attorno piena di stupore e mi sembrava di essere intrappolata in un'opera impressonista, e persino le parole facevano fatica ad uscire. Tutti intorno a me parlavano piano e l'impressione era che nessuno volesse disturbare il silenzio.
Il sole a spicchi ci ha riscaldati e un bel piatto di roastbeef e patate al forno ha placato la nostra fame.
Il ritorno alla vita frenetica e' stato triste ieri sera, e quando la malinconia mi ha riempito lo stomaco fino alle lacrime, Daniel era li'. Accanto a me. Mi ha sorriso, mi ha abbracciato forte ed io sono guarita.-
Sì, non c'è niente da dire, dopo tanto cercare finalmente l'ho trovato...il mio Angelo è arrivato da me....e la cosa più bella è che è capace di dare la forma migliore persino alle mie idee più strambe...
Così
Nonostante tutto,
nonostante il vento e la pioggia sono felice
July 27 FinalmenteDomani, per la mia gioia vado al mare....
Brighton and Eastbourne....
non vedo l'ora...e vi prego...
incrociate le dita per me ...
pregate che ci sia il sole...
che di questa pioggia non se ne puo'piu'.
Lo so bene che in Italia e nel resto dell'Europa state tutti morendo dal caldo...
Lo so bene che gli incendi stanno uccidendo ettari ed ettari di boschi anche nella zona intorno alla mia meravigliosa verde citta'...
ma anche troppa pioggia non fa bene e qui in Inghilterra i fiumi stanno straripando e il Tamigi e' tenuto sotto controllo perche' l'acqua sta toccando i livelli di massima guardia e migliaia di famiglie nelle campagne sono state costrette ad abbandonare case e proprieta' per fuggire alle inondazioni.
Tutto questo e' sbagliato. Terribilmente sbagliato, e non e' giusto per nessuno.
Uomni del fuoco o uomini dell'acqua. Tutti piangono le loro miserie.
Il tempo sta cambiando e anche se pochi provano a muvorsi, senza l'aiuto di tutti sara' sempre peggio,
e il peggio arrivera' sempre piu' rapidamente.
Niaria ha paura. Ha paura per gli umani sciagurati, e prega perche' l'Universo arrabbiato non li schacci come stupide mosche...
E' vero che io vorrei un po' di sole per godermi questi due giorni di estate e di mare, ma e' anche vero che sono preoccupata e se potessi controllare il sole e il vento, il mare e le nuvole, adesso sposterei questa perturbazione sull'Italia e sulla mia citta' e lascerei che la pioggia lavi via le fiamme ed affoghi gli scellerati che hanno dato inizio, con la loro sadica follia, a questi incendi assurdi che stanno azzannando i fianchi delle mie montagne.
Se potessi farlo anche qui saremmo un po' piu' felici, perche' le nuvole e la pioggia, se sono belli in autunno e in primavera, in estate inmalinconiscono e quando non cessano per mesi rendono il cuore pesante e la mente stanca.
cosi,
Ti prego Universo ascolta le mie parole....
almeno per questo week-end regalami un po' di Sole
e lava via le fiamme che circondano la mia citta'!!!
July 25 OH, NON SE NE PUO' PIU' Puo' essere che sto periodo
mi fanno incazza' proprio tutti?
La mia compagna di casa è una mia amica...
La mia compagna di casa è generalmente tranquilla...
La mia compagna di casa è sicuramente migliore di molti altri compagni di casa che ho avuto...
La mia compagna di casa però ha iniziato a marciarci e questo mi manda in bestia.
La mia compagna di casa lascia solo note e bigliettini e adora comunicare così
Affrontare i discorsi a voce e pensare prima di palare è una cosa a cui non arriva nè con la logica nè con l'istinto....lei scrive e poi va via.
Lei non lavora. Non ama fare le pulizie e questo s'è capito. E' pigra, e questo s'è capito pure, mangia sempre le mie cose e questo possiamo farglielo passare, a casa non c'è quasi mai e pure questo va bene, ma quando torna fa i casini e se ne va e poi rimprovera, critica, fa appunti del tutto fuori luogo....spesso sui macelli che combina lei e che non ricorda, o fa finta di non ricordare, che ha combinato lei...
Io lavoro. Io pulisco, io riordino, io lavo anche i suoi piatti, io le stendo i panni quando li lascia nella lavatrice per giorni...io bado ai suoi gatti. Io non dico mai niente. Io sono per il quieto vivere e normalmente non mi impunto sulle stupidaggini, ma quando è troppo è troppo
Venerdì la casa era uno specchio. Un giorno libero passato a pulire.
Sabato ritorno e trovo il caos. Piatti da lavare, panni ovunque. Lei che si fa la doccia, si fa il caffè, si prepara ed esce.
Io che sono con Daniel e che ho finito di lavorare e sono stanca, che vado in bagno e vedo la vasca sporchissima.
Sbuffo, sospiro e decido che la doccia per sabato sera può anche aspettare.
Domenica mattina vado al lavoro e dunque niente doccia, lunedì mi alzo alle 6.30 del mattino e esco dunque niente doccia ancora e così anche ieri. Non è che sono una sporca, intendiamoci, è che non sudo per niente e a volte posso aspettare quattro gironi lavandomi a pezzi e va bene uguale.
Ad ogni modo la vasca era lercia e di pulirla ancora non me ne teneva.
Ieri sera torno a casa e trovo la solita nota di Daniela....
<< La casa è anche mia, lo so che non ci sono mai, ma preferirei tornare e trovarla pulita. Almeno le parti in comune vanno tenute ordinate e a posto. Prima di fare la doccia ho dovuto pulire la vasca che era piena di peli e macchiata di sostanze liquide non identificate. I fornelli sono grassi e vanno puliti sempre con una pezzetta imbevuta...i pavimenti sono macchiati.....la cosa migliore è di fare le cose volta per volta....>>
Mi sono usciti gli occhi di fuori...sabato sera si era cucinata e a mala pena aveva fatto i piatti!
Domenica mattina mi sono alzata per fare il caffè a Daniel e lei aveva lasciato i fornelli tutti macchiati di caffè...e non è la prima volta che li pulisco io...anche quando si fa la pasta e il sugo lascia il kaos...e se io non ho tempo, almeno con la pezzetta le macchie le levo....le mie, le sue...lei invece zero.Eppure non fa un cazzo dalla mattina alla sera....ROBA DA MATTI...
Si era fatta la doccia sabato sera e aveva lasciato il bagno che era una merda ed io, che non avevo tempo e che avevo pulito venerdì, ho preferito non farmi la doccia piuttosto che rimettermi là a pulire...e vogliamo parlare dello schifo dei gattini bellissimi che entrano e escono e che quando sono fuori se ne vanno in giro nella merda e poi rientrano con le zampette tutte infangate? Perdono peli, sono impolverati, fino a cinque giorni fa avevano pure le pulci e non si può dire che profumino.....
Embè, dunque, questi animaletti,tanto puliti e lindi, che io adoro, sì, ma che preferirei stessero o solo dentro o solo fuori, lei li fa dormire nel suo letto, lava le loro ciotole nel lavandino della cucina insieme ai nostri piatti.....l'aspirapolvere non la passa mai....e poi parla di pulito????
Ho provato a chiamarla con il cuore che batteva infuriato. Mi ero anche bevuta una red bull per cui ero a tremila. Incazzata persa nera. Per fortuna non ha risposto....e se non era per Daniel che ha avuto il buon sesto senso di chiamarmi in quel momento, io l'avrei perseguitata finchè non mi avesse risposto e poi l'avrei sbranata.....
Le ho scritto infine un messaggio fatto di sei messaggi....in cui le dicevo tutto ciò che pensavo << mi dispiace che dici così, io cerco di essere tranquilla e comprensiva e non mi lamento mai, ma la casa da settimane la pulisco solo io, sabato sei stata tu a sporcare tutto e nonostante io abbia lasciato correre non è possibile che tu oggi te la prenda con me.....>> roba così....insomma ....
Lei mi ha risposto sta mattina.
<< Mi dispiace che ti sia offesa, io non intendevo, va bene, diciamo allora che insieme dovremmo fare uno sforzo per tenere la casa più pulita>>
OOOHH!!! ANCORA???...Oh, ma questa non ci prezza proprio è?....
E' lei che deve fare uno sforzo, non io....è chiaro il concetto?
Non le ho risposto.....mi sono solo girati i nervi ancora di più....
Solo una cosa ancora, l'ultima...
<<Cara Dani,non giocare con il fuoco,
non provocare la RONDINELLA PSICOPATICA....
potrebbe essere molto, ma molto pericoloso....>>
July 23 UNA LIETA NOTIZIAe' del segno del cancro e ha l'ascendente in leone.....
pesa 3. 100 e anche se sono lontana so che e' bellissimo..... ALLE 8.45 DI QUESTA MATTINA
E' NATO IL PICCOLO DANIEL....
Nikolas la piccola peste finalmente avra' un fratellino
ed io non vedo l'ora di tornare a casa per vederlo...
Un bacione grosso a lui, allora, un sigaro virtuale per babbo Marco il Budda e un....a Mire'...alla faccia tua!!!!
C'hai messo solo due ore....ma sei normale??????
Vi voglio tanto bene a tutti quanti
La Vicky
July 22 Oggi mi sento meglioOggi mi sento meglio, è domenica e sono riuscita a spuntarla, che al lavoro vado alle 15.00 invece che alle 13.00, e questa è una gran bella cosa...
Sono sempre incazzata con Mistress Cruise che ieri ne ha combinata un'altra delle sue e a me, che come al solito mi ci sono trovata, mi è toccato rappezzare tutto...
però Daniel è con me. Il mio angelo ha fatto di tutto per tirarmi su il morale, e ci è riuscito. Gliene sono grata.
Adesso dorme ed io, che sono molto più mannitiera di lui, mi sono svegliata e sono rimasta a lungo ad osservarlo. Mi chiedo davvero cosa abbia fatto per meritarlo.
Tra gli angeli lui è con i Serafini e come un Serafino è forte e deciso. E' dolce e tenero, è protettivo e sensibile e sa essere anche duro e spietato, ma con me, io lo so, sarà sempre l'altra parte della mia anima.
Sì, lui è il mio complementare e la mia roccia, e ringrazio l'Universo per avermelo regalato.
Lo osservo ancora dormire. E' così bello e sereno...ho deciso di riprendere qui la mia poesia....
OGGI
Vorrei vivere cosi'
tra le tue braccia forti.
Scaldarmi sulla tua pelle di seta.
Il profumo del tuo corpo che mi accarezza il cuore.
Il battito lento del tuo cuore che rilassa la mia mente stanca.
Ti guardo mentre dormi e sembri un angelo guerriero.
Stanco di fuggire e di combattere esattamente come me.
Sospiro all'alba sfrontata che invade la stanza.
Nella notte non ho avuto freddo. Nella notte non ho avuto paura. Nella notte non ero piu'sola.
E vorrei restarmene sdraiata sulla sabbia bianca
in un'isola minuscola dove il tempo non ha peso.
Starmene accovacciata sulla tua spalla ad ammirare il mare
La spuma frizzante delle onde che gioca con la luna dorata
la luce gentile della luna dorata che illumina d'argento il mondo.
Ti guardo mentre dormi e sembri un angelo bambino.
Solo e spaventato esattamente come me.
Sospiro al tramonto che colora la stanza.
Nella notte non avremo piu'freddo. Nella notte non avremo paura. Nella notte non saremo piu'soli.
E vorrei starmene cosi' ad ammirarti per ore
mentre inconsapevole brilli fiero in un'aura di cosmica trasparenza
e il tuo corpo di angelo puro pulsa nel buio di energia bianca.
Saluto il mondo perche' sono felice
Oggi non sono piu' sola. oggi non sono piu' triste.
Oggi non sono piu' stanca.
E sfoglio con mano tremante le pagine vuote di un nuovo libro da scrivere.
Da oggi sono pronta.
Voglio tornare a vivere.
VICKY
July 19 Dio ho i nervi a carne macinataDio non lo tollero. Non lo sopporto più. Non lo ingoio e non lo digerisco. Ho i nervi a cane macinata....
Richard Cruise è un demente.
E' UNA FOTTUTA CHECCA ISTERICA
E SI DEVE SPARARE IN BOCCA!!!!!!!!!!!!!!!
Scusate, ma io non ce la faccio più.
Lui fa il general manager, ma è un povero incompetente del cazzo ed io non sono stupida. Capisco l'inglese perfettamente e se faccio quello che dice lui è perchè ovviamente mi fido e devo obbedire, ma non tollero che riversi su di me la colpa maledetta delle sue azioni.
Se ha avuto una giornata terribile non è colpa mia. Anche io l'ho avuta. Dura e stressante e non è facile stare seduta in un desk ad ascoltare tutti e a fare trecento cose contemporaneamente.
Io sono davvero stufa, e il bello è che non posso replicare perchè se lo faccio è mancare di rispetto, perchè se lo faccio è peccare di superbia, perchè non si può assolutamente dire al proprio capo che a sbagliare è stato effettivamente lui e che il dipendente, in quanto tale, non ha fatto altro che eseguire gli ordini.
Lui è davvero una checca, anche se io non sono razzista e non cel'ho con gli omossessuali, ma ne ho conosciuti tanti e so che riversano sul lavoro le loro insoddisfazioni sessuali e sentimentali e so anche che quando si alterano sono peggio delle zitelle acide infuriate.
Questa sera per telefono, poi, ha davvero toccato i limiti. Dopo che io mi sono fatta il culo grosso come una casa per tutta la mattina e sono uscita pure un'ora più tardi del dovuto, ha avuto il coraggio di dire che non ho fatto nulla tutto il giorno perchè non ho fatto niente di quello che mi aveva detto. Il fatto è che io ho assolutamente fatto tutto ciò che mi aveva chiesto, ma siccome lui non può assolutamente assumersi le sue responsabilità deve per forza sfogare le sue anzie su di me!!!! No, sta volta ha davvero superato il confine della non belligeranza.
Mi sembrava una scena surreale. Camminavo per strada e non dicevo una parola, mentre lui, come le femmine insoddisfatte quando litigano per invidia, ha inziato a strillare e sguaiare e bestemmiare come un ossesso e mi ha pure riagganciato il telefono in faccia. Ha parlato senza cognizione di causa, e non mi ha dato neanche modo di spiegare.Anzi, non si è neanche fermato un attimo a ragionare, a riflettere su quello che cercavo di fargli capire e capire a sua volta che il mio ragionamento aveva un senso. No, lui strillava a ruota libera. Dio che patetico, e se gli fossi sata davanti gli avrei tirato appresso qualcosa di pesante e gli avrei anche sbattuto la sedia in faccia prima di andarmene. L'ho fatto anche all'università con due o tre professori che meritavano la gambizzazione, raccogliendo applausi e ovazioni dall'intera aula. Sono capace di essere dura e volgare anche io se mi si porta all'estremo.
Lui è un idiota, ma come si fa a promettere la stessa cosa a due persone diverse senza scontentarne almeno una?...e secondo lui che cosa avrei dovuto fare io? Prendere la mia bacchetta magica e creare dal nulla un nuovo appartamento, magari pure di 100 metri quadrati per infilarci un maledetto arabo testa di cazzo che da quando è arrivato non ha fatto altro che lamentarsi e lamentarsi?
Io sono una persona intelligente. Ho una certa cultura ed una certa educazione e non permetto a nessuno di trattarmi come mi ha trattato lui.
Prima di tutto non lo permetto a chi è pari a me poi figuriamoci a chi è peggiore di me....e lui non è nessuno per comportarsi come il dittatore genio tra i sudditi scemi.
I'm complitely pissed off...ed è escluso che tolleri ancora altri insulti da parte sua.....Scx
SE LA PISTOLA NON CE L'HA
GLIELA PROCURO IO.....
sono o no la rondinella psicopatica????
Scusate lo sfogo, ma sono sola a casa sta sera e avevo prorpio bisogno di gridare.....e adesso mi licenziasse pure se vuole, io me ne sbatto! July 18 I FIORI DI NIARIAI FIORI DI NIARIA
"Dai su, coraggio...un altro piccolo sforzo e siamo fuori"
"Uffa, ma che cavolo, qui c'è un sacco di polvere!"
"E non fare la picciosa! Guarda, la botola è sopra di noi!"
"Sì, la vedo, ma come facciamo ad arrampicarci fino a lì?"
"Saliamo su quelle casse, no?"
"E se si rompono?"
"Dio che noia! Forza, vai prima tu che io ti reggo"
"Ok, ma non mi lasciare è?"
"No che non ti lascio, su, adesso stiracchiati e aggrappati al bordo"
"Ma è chiusa".
"E spingi con la testa no?Il vecchio aveva detto che la botola era aperta!"
"No, guarda, è durissima e io mi faccio male"
"Sei davvero una zuppa di molliche. Mettici un po' di grinta e non sprecare il fiato"
"E se fuori c'è un gatto con la bocca spalancata pronto ad ingoiarci?"
"Non ci sarà nessun gatto, e adesso piantala. Mi stai facendo venire il mal di testa con le tue lamentele"
"Sì, ma non capisco perchè tu che sei tanto coraggioso mandi avanti sempre me!
"Vuoi smetterla di piagnucolare? E vuoi spingere?"
"E sì, va bene, va bene. Adesso spingo."
"Dai, brava, continua così"
"Sì, sento che si apre"
"Ecco sì, si apre, cel'hai fatta. Bravissima. "
"Ohhh! Che meraviglia..."
"Cosa vedi? Cosa c'è? Dove siamo finiti?"
"Fa' silenzio! Un posto del genere merita solo una estatica ammirazione"
"Mi fai vedere o no?Su muoviti, vuoi uscire? E lascia vedere un po' anche me!"
"Con calma, con calma, un minuto e mi sposto!"
"Ti stai vendicando?"
"Bè, vedicando vedicando no, ma un po' il collo te lo faccio tirare. Te lo meriti!"
"Ti prometto che quando saremo arrivati ti farò mangiare per prima tutto ciò che desideri, e per dormire ti farò scegliere il posto migliore."
"Va bene. Allora ci sto, ma bada che questa volta non mi freghi!"
"No, promesso, ma adesso lasciami guardare."
"Sì, vieni, arrampicati. Dammi una mano. Uno sforzo e sei su. Guarda, guarda che spettacolo"
"Sì, mio Dio, questo posto è uno splendore...
"Hai idea di dove siamo finiti?"
"Credo che questo sia IL GIARDINO..."
"Allora lo abbiamo trovato?"
"Sì, abbiamo trovato I FIORI DI NIARIA..."
"Bè, il vecchio lo aveva detto, "NEL MERAVIGLIOSO MONDO DI VICKY DI BEI POSTI CE NE SONO TANTI, MA I FIORI DI NIARIA E' TRA TUTTI IL PIU' BELLO"
"Pensi che stando qui dimenticheremo l'angolo delle STORIE DI CRISTALLO?"
"No, io non credo. Quella è stata la nostra prima casa e la prima dimora non si scorda mai, ma adesso era giunto il momento di cambiare e qui staremo bene"
"Torneremo lì ogni tanto?"
"Certo se lo vorrai. Basta chiudere gli occhi e respirare profondamente. Le storie di cristallo sono ad un passo, e se allungherai la mano troverai la porta. Basterà aprirla e il passaggio si materializzerà davanti a te. Perchè nel meraviglioso mondo di Vicky i mondi sono solo paralleli e sovrapposti, divisi solo da un sottile strato di nebbia. Uno dentro l'altro come i vari strati di una lente. Basta solo trovare il pasaggio ed è fatta."
"Hai ragione, ma per non dimenticare voglio segnarmi l'indirizzo."
"Certo però che sei proprio forte tu!"
"Io sono solo pratica, e sentimentalista, e nelle storie di cristallo c'è ancora troppo di me per lasciarmele alle spalle e rischiare di dimenticare"
"Ah, adesso mi sento meglio e ho una gran fame"
"Andiamo da Niaria e presentiamoci, penserà lei ad accoglierci e a presentarci al suo mondo"
"Però sono felice di essere arrivata fino a qui. I fiori di Niaria è un posto meraviglioso, anche più incantevole di come il vecchio ce lo aveva descritto"
"Allora da oggi questa sarà la nostra nuova casa"
"Sì, e da qui non ci sposteremo più"
"Questo è garantito!"
|
|
|