Vicky's profileIl Meraviglioso mondo di...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    February 25

    24 febbraio

    Oggi e' un anno preciso che io e Daniel stiamo insieme ed io non posso fare altro che ringraziare l'Universo per avermelo regalato.
    L'uomo piu' fantastico del mondo.
     
     
    Dani e Simon sono stati da noi per il week end e sono andati via solo un'ora fa
    e in generale ieri e oggi siamo stati davvero bene.
    Abbiamo fatto un sacco di cose: festeggiato ieri sera i loro 11 mesi insieme e spento le candeline per il mio compleanno che erano mancate l'altra volta.
    Oggi invece abbiamo festeggiato il nostro anniversario e siamo andati in giro a piedi e con la macchina lungo i paesini della valle del Tamigi, siamo andati a mangiare in un pub antico di Sonning, ci siamo fermati in un pub a Wokingham per vedere la finale della Carling cup Chelsea - Tottenam e poi, a casa, abbiamo ordinato una pizza e abbiamo visto un film.
    Be', dopo tutto dovrei essere stanca, e invece no. Starei in piedi tutta la notte!
    Nel mattino poi iniziero' anche il mio nuovo lavoro e nostante sia gia' la prima ora del 25, non voglio proprio decidermi ad andare a dormire. 
    E' che sono talmente emozionata che mi sento come una bimba al primo giorno di scuola e
    non so perche' visto che di solito sono sempre abbastanza tranquilla.....mah!
     
    Comunque cavolo quant'e' tardi, mi sa che almeno ci devo provare a dormire un po' se no domani ( o meglio tra alcune ore) saro' uno zombie!
     
    A presto dunque, e spero che da oggi in poi non mi ritrovi ad essere tanto incasinata e stanca da trascurare queste pagine.
    Vabbe' va, ora vado proprio.
     
    Ciao ciao e
    BUONA NOTTE!
     
    Vicky
    February 20

    evviva

    Chi l'ha dura la vince...
     
    Sono stanca morta, ho il mal di gola e la tosse, mi hanno strizzato con due ore e un quarto di colloquio più tests matematici e di lingua inglese...ma alla fine
    eccoci qua!!!!!!!!!!!!!
    La battaglia è vinta!
     
    Vicky ha finalmente un lavoro...ed è figo anche....ed è in una mega grande compagnia....e, reggetevi forte... incomincia lunedì....
     
    Bè, vi farò sapere di più dopo che avrò fatto il primo giorno di lavoro.
     
     
    Intanto però amici miei brindate alla mia salute.
    Io sono tanto felice...e incredula...
    February 18

    diario - 17 febbraio - il mio compleanno

    Venerdì sera sono andata a sentire TJ e Philip suonare e ovviamente abbiamo festeggiato il compleanno di TJ che è nato solo 3 giorni prima di me (abitudine che abbiamo già da un  paio di anni). Allora lì sono stata con tutti gli altri amici che hanno iniziato ad augurarmi buon compleanno già due giorni prima. Mmmh, mannaggia, è che da me si dice che festeggiare prima un compleanno o  ricevere gli auguri in anticipo porti sfiga, ma qui sono tutti duri di comprendonio!!!

    E vabbè! Speriamo che tutto questo zelo mi porti bene ugualmente!

     

     

    17 Febbraio … Il mio compleanno.

     

    Quest’anno è stato davvero carino.

    Festeggiato per ben 24 ore a partire dal giorno prima,

    dunque da sabato mattina a domenica notte…ma cavolo, non finiva mai!

    Ehehe, Daniel e i miei amici più stretti, cioè Dani e Simon e Emanuela mi hanno organizzato un vero tour di forza.

    Giri per negozi nel centro di Londra dalle 12 del mattino, poi pranzo in un localino carino di Soho, poi ancora shopping, poi un salto al Green Man per finire di vedere la partita Manchester United – Arsenal, un salto a casa di Simon per cambiarci e poi via fuori per la cena.

    Dunque cena in un ristornate italiano molto buono di Wardour street e a mezzanotte la COMEDY NIGHT al COMEDY STORE a Piccadilly.

    Bè, ci siamo arrivati che eravamo tutti un po’stonatucci e, tanto per cambiare ci siamo pure seduti davanti. Un paio di comici dello “Zelig” Londinese, quindi, hanno iniziato a parlare con noi e ci hanno fatto ammazzare dalle risate.

    Uno in particolare si era accanito su di me, perché gli avevano detto che era il mio compleanno. E allora io mi sono spassata a fare il botta e risposta e a giocare a sfotterlo (echoing) dicono qua. Troppo bello.

    Domenica, poi, che è stato il giorno vero del mio compleanno, tutto è iniziato con un giretto al mercatino di Camden  e una breve pausa al negozio di Doris che invece fa gli anni due giorni dopo di me e che purtroppo quest’anno, siccome vivo fuori Londra, non posso andare a salutare per il drink di martedì.

    A pranzo siamo andati in un pittoresco ristornate marocchino e da lì metro fino a  Bank.

    Quindi giro notturno e suggestivo sulla ruota del London Eye e poi brindisi nel club dell’Aquarium di Londra. Siccome poi il bar al piano di sotto è immerso in un pullulare di video giochi virtuali e non, ci siamo messi a giocare tutti come ragazzini tra bigliardino, sci, macchine e moto. Da lì, ancora Camden per il concerto di Marina e Alice (le nostre amiche MAB) che io e Daniela adoriamo e che non sentivamo né vedevamo da tempo, e infine ultimo drink nel locale tostissimo del Glamm metal di Camden.

    In tutto questo, sappiate che sabato, dopo essere rientrata alle 4 del mattino mi sono svegliata alle 10 e sono uscita di casa alle 11.30 e sono rientrata alle 2.30, e che domenica, dopo essere rientrata alle 3 del mattino, ho avuto la forza di svegliarmi alle 10.15 e, appunto, rientrare a casa di Simon alle 3.00, per svegliarmi infine questa mattina alle 8, prepararmi, prendere il treno alle 9.20 e tornare a casetta mia nel Berkshire per le 11.00.

     

    Bè, dunque, adesso come sono ridotta? Vi lascio indovinare….

     

    Come? Un cumulo di pezzettini di corpo messi alla rinfusa!?

     

    Ma dai, come avete fatto? Senza nemmeno uno spunto…bravi!!!!

    Vabbè comunque non avete vinto niente perché era facile.

    Ehehe!

       

     

    Grazie  dunque ai miei amici e al mio angelo dorato per il bellissimo week-end e un “Vergogna!” seguito da calcetto nel gentile culetto  ai miei amici e relativi concittadini.

     

    Dal mio cellulare stranamente silente, è uscito un dato sconfortante, ossia che il 97% dei miei amici aquilani senza scuse si sono dimenticati di farmi gli auguri.

     

    Un bacione immenso invece a Mariagrazia (sempre la prima mattiniera) e a Serena (che caschi il mondo non dimentica mai) anche se io dopo 16 anni ancora qualche volta confondo il giorno del suo compleanno!!!!

     

    Vi voglio bene

    February 15

    il mio San Valentino

     

    Questo mio San Valentino è stato speciale e so che adesso lo sarà per sempre.

    Io che non sono mai stata una fan di questa festa, questa volta mi sono dovuta arrendere all’evidenza.

    Il fatto è che il mio San Valentino, da quest’anno non sarà mai più un San Valentino fine a se stesso, ma l'anniversario del giorno speciale nel quale ho fatto un incontro speciale.

    E così adesso celebro il giorno in cui il mio angelo del nord  è entrato nella mia vita. Entrato con dolce determinazione  per non uscirne più,  così che la mia festa di San Valentino si colora di un significato ulteriore e più profondo che mi rende felice e orgogliosa di onorare questo giorno.

     

    Ieri dunque la nostra festa è stata bellissima: regalini simpatici, e dolci parole sincere, poi cena perfetta e divertente in un ristorante messicano nella città di Reading e passeggiata lungo il Tamigi tra localini, luci, gente e musica, e seppure stiamo insieme da un anno e viviamo insieme già  da tre mesi vedendoci tutti i giorni, stare insieme ieri è stato bello ed emozionante come se in realtà ci vedessimo una volta a settimana o addirittura una volta al mese.

     

    Sono contenta e da adesso adoro questo giorno.

    Spero che adesso porti fortuna anche a tutti i miei amici che ancora sono alla ricerca dell’anima giusta

    Perché come dice la mia amica “la Zia Marisa”, un incontro fatto il 14 Febbraio è un incontro speciale e, sinceramente, il mio lo è davvero, come potrei allora non augurarlo anche a tutte le altre persone che amo e che ancora sono sole?

     

    Niaria la fata

    February 13

    Diario - la compagnia di Musical

    La compagnia di musical che frequenterò ufficialmente da martedì prossimo è veramente una figata!

    Ieri sera, finalmente, sono andata a conoscerla e, a differenza del coro londinese, questa mi ha assolutamente impressionato. Sono tutti professionali e l’organizzazione è impeccabile. Inoltre sono stata accolta da tutti tra sorrisi e parole gentili e dopo il primo imbarazzo ho davvero iniziato a divertirmi.

     

    La compagnia si chiama EBOS e sta preparando il Musical Anything goes di Cole Porter .

    Ieri c’erano le prove di danza e il bello è che, essendo il musical ambientato negli anni 30, tutte le coreografie sono basate su passi di tip tap e tra ballerini e coristi sono tutti bravissimi, come se nella vita non avessero fatto null’altro. Tutti dei veri Ginger Rogers and Fred Astaire.

    Io invece, che non ho mai ballato il tip tap in vita mia, all’inizio avevo accolto di buon grado il consiglio di Margery, la regista, di sedermi in un angolo e guardare, però dopo cinque minuti lei ha cambiato idea e mi ha chiesto se volevo  mettermi dietro e provare ad imparare le coreografie.

    Visto allora che secondo la mia filosofia la prima impressione è la più importante, ho detto di sì perché non volevo fare la parte della deboluccia e mi sono lanciata.

    All’inizio mi stava facendo male la testa a seguire tutti quei passi punta tacco veloci e vari, ma alla fine mi sono divertita un sacco e sono riuscita anche a fissare sommariamente bene le due coreografie che abbiano provato.

    Adesso non mi resta che perfezionarle, ma ho tempo di impararle bene prima dello spettacolo.

    Devo anche comprare le scarpe e martedì mi daranno il catalogo per ordinarle di buone e non costose.

    L’insegnante di danza alla fine mi ha chiesto se avevo danzato tip tap prima ed io ovviamente le ho detto di no e già immaginavo che lei stesse pensando che si capiva perché, per me, io ero stata pietosa e invece lei mi ha stupito al contrario.

    “Complimenti allora” ha risposto sorridendo gentile “ si vede che impari davvero in fretta e questo è un bene. Allora spero di rivederti martedì prossimo”

    Anche la regista è sembrata impressionata positivamente delle mie doti da ballerina che per me sono un po’ così…sommarie,  e alla fine mi ha detto “Adesso però, capisci che dobbiamo vedere come te la cavi con la musica, perché qui sono tutti molto avanti” e ha aggiunto che martedì prossimo mi avrebbe provato in quel senso, ma poi ha ricambiato idea un’altra volta e parlando a me e al maestro di  musica che era alla tastiera ha detto “A meno che non ci vuoi cantare qualche cosa adesso, ti andrebbe?” e a lui “Conosci qualche pezzo italiano tipo O sole mio etc etc”

    “Io conosco qualche aria italiana ma abbastanza vecchia” ha risposto lui “A te che ti va di cantare?”

    Ancora una volta mi sono dette be’, o la va o la spacca, non posso fare la figura della moscia e in cinque secondi ho ripassato in mente tutte le canzoni che avrei potuto cantare. Buio completo. Mi stavo davvero emozionando, perché quando le cose mi capitano così, improvvise e senza che io me le aspetti, mi gettano nel panico più totale, e quando questo capita io divento completamente stupida. Tipo vegetale al sole. Poi, ad un certo punto, come mi capita spesso in queste condizioni, la mia voce, senza che il cervello la controllasse, ha proferito la parola magica “Magari qualcosa del Musical di Jekyll & Hyde…” e il maestro ha approvato soddisfatto “Sì, ho fatto questo musical l’anno scorso e mi è piaciuto moltissimo. Quale vorresti cantare?”

    Io che avevo la mente ancora annebbiata e il sangue che correva precipitoso lungo i miei arti tesi non riuscivo nemmeno a ricordarmi i titoli delle canzoni del Musical e stavo maledicendo la mia voce cretina che non sta mai zitta. “Che cazzo dico le cose senza pensarci prima?”

    Nel silenzio seguito alla mia incertezza il Maestro ha pensato bene di scegliere al posto mio “va bene Someone like you?”

    E come no! Ho pensato io che in un istante ho ricordato tutto. Le parole, la tecnica …bè, ho cantato e la Regista alla fine ha detto che aveva i brividi e tutta disponibilità ed entusiasmo mi ha subito dato i libri di musica del nuovo musical. I suoi libri, nuovi o forse gelosamente custoditi e conservati. “Tieni prendi i miei spartiti e dacci un’occhiata, prova qualche pezzo. Sono davvero felice che tu ci abbia trovato”

    Anche il Maestro è sembrato impressionato perché subito dopo la mia esibizione mi ha fatto il segno dell’ok e ha approvato soddisfatto e poi, all’uscita, si è attardato con me a parlare di musica e a consigliarmi qualche work shop e altre cose da fare.

    Bè, che dire, adesso sì che sono felice, e pensare che la giornata non era iniziata affatto bene. Infatti Matt, il ragazzo dell’agenzia di lavoro che sta curando la mia carriera lavorativa, mi ha detto che la ditta americana che mi ha fatto il colloquio la scorsa settimana, seppure fosse rimasta molto impressionata da me, non riteneva che io fossi esattamente ciò che stava cercando e l’altro colloquio, che avrei dovuto fare questa settimana, ancora non so quando devo farlo, e, a questo punto, non so nemmeno se ancora devo farlo…vabbè comunque per adesso questo non ha importanza, ho ritrovato la musica e questo basta, poi, se continuo a pensare positivo qualcosa arriverà senz’altro…ma sento che da ora in poi mi divertirò un casino.

     

     

     

    <<Anything goes è il musical di Cole Porter ambientato su una nave da crociera negli anni 30 e tutta la storia ruota intorno ai vari passeggeri della nave.

    Innanzitutto Billy Cocker, un giovane broker che si è imbarcato sulla nave seguendo di nascosto il suo capo Elisha Whitney perché vuole sposare la giovane debuttante Hope, sulla nave insieme a sua madre, la vedova Mrs Heartcourt, che invece vorrebbe darla in sposa Sir Evelyn, un nobile inglese compassato e noioso, sulla nave anch’egli.

    Billy poi incontra a bordo la sua vecchia amica e cantante di cabaret ex evangelista Reno Sweeney, che è diretta a Londra insieme e ai suoi quattro angeli (coriste), Castità, Purezza, Carità e Virtù ed è proprio lei che, con una serie di sotterfugi, e soprattutto seducendo Mr Evelyn per farlo screditare agli occhi delle due donne, aiuta Billy a convincere Mrs Heartcourt a dargli la mano di Hope.

    Sulla nave poi ci sono anche il gangster Moonface e il suo amico Bonnie che sono saliti sulla nave mascherati da prete e da missionario dopo aver rubato i vestiti al vero prete e al vero missionario che sarebbero dovuti salire a bordo. Moonface “Martin” e Bonnie sono targati dalla legge come Public Enemy Number 13, mentre il loro capo, Snake Eyes che per sbaglio loro stessi si sono lasciati dietro, a terra, è indicato come il Public Enemy Number 1.

    Billy scopre dunque le loro vere identità e per comparare il suo silenzio anche Moonface e Bonnie  decidono di aiutarlo a far lasciare Hope da Sir Evelyn.

    Siccome poi Billy non ha né il biglietto per restare a bordo né il passaporto, prima che la nave parta, Moonface e Bonnie danno a Billy i documenti di Snake Eyes senza dirgli a chi realmente appartengono e così, non appena il personale della nave capisce che Public Enemy Number 1 è a bordo e decidono di catturarlo, Billy è costretto a mascherarsi nei modi più vari per scappare dai suoi inseguitori.

    Alla fine finisce che Reno sposa Sir Evelyn, Mrs Heartcourt sposa il capo di Billy Mr Whitney, Billy sposa Hope e il gangster Moonface viene definito non pericoloso dalle autorità e lasciato libero >>.

     

    CARINO NO?

    A me sembra davvero uno spasso!Sorriso

     

    Vicky

    February 08

    sono felice

    Si sa, le cose o accadono tutte insieme o non accadono per niente.

    Così negli ultimi giorni nella mia vita tutto si sta scuotendo in un bello shake di avvenimenti.

     

    Ok, a parte il fatto che ho conosciuto la ex di Daniel e che, nonostante tutto, l’incontro è andato liscio e si è dimostrato assolutamente tranquillo, ma adesso cominciano a chiamarmi da tutti i fronti per offrirmi un lavoro, ma dico io, non è una figata?

    Ok, tre giorni fa mi hanno chiamato da un Hotel 5 stelle per offrirmi la posizione di Head Receptionist.

    Ieri ho fatto il mio primo colloquio per una ditta informatica americana che si occupa di fornire i softwear per le agenzie di organizzazione di eventi. Il lavoro pare molto interessante e già mi hanno anticipato che dovrò viaggiare all'estero, di quanto in quanto, per attendere a conferenze ed eventi e organizzare il softwear e spiegarne il funzionamento agli organizzatori.

    Oggi mi hanno chiamato per offrirmi un lavoro di Costumer Service Advisor molto ben remunerato in un’azienda leader in servizi di comunicazione e tecnologie che ha, come clienti, soprattutto avvocati e compagnie legali ed io in pratica, dopo aver avuto il mio training dovrò fare da trainer ai nuovi impiegati. Moooltooo interessante!!!

    Insomma ragazzi, mi stanno piovendo impulsi da tutte le parti, e infine…ciliegina sulla torta, ho trovato finalmente la Compagnia di Musical che fa per me.

    Adesso ho scritto una mail all’ufficio informazioni della Compagnia e aspetto istruzioni.

    Sarò veramente felice di prepararmi un’audizione se me lo chiederanno e dunque…

    eccoci qua.

    Prima di lasciare Londra non ero molto convinta del posto dove sono ora.

    Perché mi sembrava piccolo, e grigio, e soffocante, ma adesso, dopo poco più di un mese, con il sole che inizia a splendere davvero nel cielo e la pioggia è sparita ingoiata dal vento forte che ha soffiato nelle ultime settimane, anche il mondo attorno a me torna a vivere e a brulicare di energie positive.

     

    Bè, adesso sì che sono felice.

    Sono contenta.

    Sono appagata.

    Sono assolutamente beata!!!!!!!

     

     

    BUON WEEK END A TUTTI

    February 06

    diario - una nuova sfida di vita per la rondinella psicopatica

    Dan è dovuto partire urgentemente questa mattina alle 4 per andare a Madrid a risolvere un problema informatico per una ditta spagnola, così io sono rimasta con il suo piccoletto.
    La mamma dunque è venuta a riprenderselo alle 8 per portarlo a scola ed io finalmente l'ho conosciuta.
     
    Devo dire che  ieri pomeriggio all'idea ero estremamente preoccupata.
    Mi sono fatta tremila pippe mentali. Robe di insicurezza e di timore.
    Paura di compararmi con la storia più importante del mio amore e scoprirmi inferiore e in bilico.
    Del resto, vedendo Dan che è un tipo vivace e molto attraente, e sapendo cosa la tipa gli ha combinato in passato, me l'aspettavo assolutamente diversa.
    La classica snob inglese con la puzza sotto il naso, bella e indecisa, o, se non bella, almeno con quel non so che di affascinante che a me manca e complicata, sì, me la immaginavo artefatta insomma. Figa e stronza.
    E questo per quello che Dan stesso mi ha raccontato e cioè che è una che ha già cambiato un sacco di ragazzi dopo di lui nonostante avesse un bimbo da crescere, e per l'idea che io stessa mi sono fatta ultimamente e cioè che è pronta a sbolognare il figlietto per uscire con gli amici o con il tipo di turno...e invece?
    Bè la donna del mistero è una ragazzotta della mia età robustella se non addirittura in ciccia e sembra quasi la copia grassa e grossa di una mia amica delle elementari. Dimostra almeno cinque anni di più che in confronto io e Dan sembriamo due ragazzini, e non sembra affatto complicata e snob, anzi, l'idea che mi ha dato è di essere assolutamente sempliciotta e provinciale, e, scusate, ma a trovare Dan c'aveva avuto davvero una  botta di culo enorme, che però, sfortunatamente per lei e fortuntamente per me ha bruciato. ihihihi!!!!!!!!!!
     
    Comunque ora sono nel limbo! Io che credo sempre che tutti siano migliori di me, che le altre ragazze siano sempre più carine e apprezzate etc etc, sinceramente adesso mi sento davvero la stella più splendente nel cielo acceso di stelle!!!!!
    Cavolo, ed ora mi sento anche un po' delusa...ma perchè?
    Vabbè diciamo che adesso a parlare è probabilmente la rondinella psicopatica che in me A bocca aperta
    Comunque può anche darsi, ed ora mi psicoanalizzo, che il  mistero svelato nella mia testa bacata leva del pepe alla relazione.
    Sì, può essere che questa consapevolezza adesso faccia apparire la mia storia che pure è magica, più semplice e liscia e per il mio carattere instabile e lunatico la semplicità a volte non fa bene, andando io sempre in cerca di novità e problemi da risolvere. Mah!
    Adesso allora si vede che la lezione nuova che devo studiare è come imparare a superare questo nodo e  come riuscire a vedere  e ad apprezzare la bellezza delle cose più semplici, proprio come dice Richard Bach nel Gabbiano Jhonatan Livingstone.
    Voi che ne dite?
     
    C'è pure un'altra ipotesi però, ed è legata all'evidenza che spesso l'apparenza inganna. Dunque le cose potrebbero anche farsi più difficili da ora in avanti. Forse lei è davvero il diavolo che mi ero dipinta in mente e del resto, ora che ci rifletto, credo che lei abbia anche provato a mettermi a disagio sottolineando il fatto che il piccoletto è super biondo e che è tutto suo padre e che siccome sul passaporto porta il cognome del padre allora quando vanno all'estero la sicurezza in aeroporto pensa che lei lo abbia rubato! 
    ihihihi ma a me non mi ha scalfito neanche un po'.
    Io sono più forte e concludo, come si dice dalle mie parti: 
     
    A FRA' JI SO' DELL'AQUILA E SO' DE COCCIO...
     
    Ufff! Che fatica però...
    ma anche questa è fatta!
    Mamma come la adoro la mia vita quando mi sfida e mi fa scuola.
    Infondo credo sia una cosa eccitante affrontare i problemi in modo creativo ed uscirne sempre temprati e arricchiti.
    Questa è la filosofia della rondinella psicopatica, che si lamenta si lamenta, ma poi ci gode!A bocca aperta
    e allora
     
    Bye bye
     e alla prossima lezione.
     
     
    February 04

    Diario: il coro dei folli!

    "Io lo sapevo che un pezzo non provato e riprovato come Dio comanda non può essere eseguito poi

    con il massimo dei risultati.

    Per fortuna però gli inglesi ne escono sempre fuori con quel non so che di dignità insita nella loro peculiare aplomb che trasforma anche la peggio figuraccia in una nobile riuscita".

     

    Sono arrivata alla Union Chapel per le 7.40 mettendo fretta a Daniel e ad i suoi amici che si stavano intrattenendo al Dorich Arch a Euston a bere birra, e ancora non avevo capito niente su quello che avrei dovuto fare.

    Sì perché Sarah, la direttrice del coro, che aveva dedicato solo cinque minuti dopo le prove di mercoledì per dirci a che ora vederci e cosa indossare, aveva detto le 7.30.

    Nella logica semplice della mia esperienza di palco, invece, c’era almeno il sound check con gli altri della band (Revere), la sistemazione dei posti delle varie parti del coro sul palco, e almeno una prova del pezzo fatto tutto d’un fiato con la partecipazione degli altri musicisti, che erano ben otto escluso il cantante e la voce femminile e che dunque, come percepivo, avrebbero fatto un gran caos suonando ad alto volume.

    E invece? Invece la serata era già iniziata da qualche minuto. Sul palco la prima band e la gente del mio coro che placidamente si godeva il concerto senza fare una piega di fronte alla drammatica precarietà della nostra situazione. Si perché noi non ci saremmo scaldati, non avremmo fatto il sound check, non avremmo fatto una prova con tutta la band e non saremmo saliti sul palco perché non c’era spazio. Il piano invece era che ci saremmo alzati e, fronte al pubblico, ci saremmo tirati indietro schiena al palco e avremmo cantato ciò che avevamo imparato alle prove, che era tutto uno spezzettamento di linee e melodie fatto per di più senza musica.

    Dunque niente sound check, niente microfoni, niente posizioni assegnate, niente di tutto.

    E Sarah che rideva e scherzava e diceva: “Dai ragazzi, oggi è per divertirci”

    “E sì, figuriamoci” ho pensato io  “Co’ sto caos già è tanto che sentirò la mia voce! Sì sì, mi divertirò davvero a tremila!”

    E si tenga presente poi, che la Cappella sconsacrata, stile anglosassone dalle volte in pietra alte e gotiche, è sì, assolutamente ambita per concerti di gente famosa, ma non certo per l’acustica. Il posto in realtà è bellissimo e suggestivo e tra i mille giochi di luci delicate l’atmosfera è magica, ma l’acustica è difficile e dunque non certo ci veniva a favore, per non contare poi l’altro piccolo dettaglio, e cioè che brulicava di gente. Cinquecento posti tutti occupati e il pubblico che se ne stava educatamente seduto con sguardo serio e aria pretenziosa.

    Bè, io immaginavo la mia faccia da bella statuina e non riuscivo a farmene capace. Avevo portato pur non volendo un sacco di gente e nessuno di loro avrebbe davvero ascoltato il coro. Poi alla fine mi sono rassegnata: sarebbe andata come sarebbe andata però di certo non mi sarei divertita perché se c’è una cosa che odio è starmene di fronte alla platea e non capire cosa sto facendo. Vabbè, comunque ho tirato l’ennesimo respiro e ho detto: “Mah! Se lo dice Sarah che pare tanto sicura!” Ma poi ho pensato ad Emma, la direttrice del coro e della compagnia di Musical che frequentavo in Italia. Lei, super perfezionista, di fronte ad una tale platea e di fronte a tanto caos organizzativo sarebbe uscita pazza. In queste condizioni piuttosto per lei sarebbe stato “Allora non cantiamo” Perché con lei non si prende mai niente con leggerezza, ed è così che dovrebbe sempre andare, e come minimo avremmo provato il pezzo, durante le prove infinite, ottocento volte con la musica registrata o suonata live dagli strumentisti, e come minimo ci avrebbe fatto arrivare in teatro dieci ore prima a provare ancora e a muoverci negli spazi prestabiliti per ciascuno di noi.

    In questa occasione invece si era nel buio assoluto.

    Poi è toccato ai Revere. Loro sono stati gli ultimi a salire sul palco e si sono dimostrati una gran bella band. Hanno eseguito i loro pezzi, stile Muse o meglio ancora Radiohead, in acustico, e hanno fatto una gran bella figura, e poi è arrivato anche il nostro turno. Aahahaha!!!

    Noi dovevamo fare da suggestivo background  corale all’ultimo pezzo, MAYBE IN TIME, che era davvero un gran bel pezzo.

    Paul, il cantante, ci ha fatto una super gran presentazione ed io intanto ridacchiavo dentro di me iniziando a prevedere con il mio terzo occhio l’esito dell’esibizione.

    Il perimetro orizzontale del palco era persino troppo corto per contenerci tutti e hanno avuto il coraggio di presentarsi a cantare anche quelli che non avevano mai cantato il pezzo. Ma come cavolo si fa? Per un posto sulla scena c’è gente che davvero farebbe di tutto e senza pudore.

    Io, muovendomi nel mezzo buio della sala e dirigendomi verso il palco con le luci in faccia che mi accecavano ho pensato, “Bè, almeno fammi cercare i soprano” perché ho provato il pezzo da soprano e nella mia esperienza ogni gruppo deve stare vicino, invece in quel momento non ne ho potuto trovare neanche mezzo tranne Daniela, che seppure avrebbe dovuto cantare da contralto, aveva fatto le ultime due prove cantando da soprano. “Meno male” mi sono detta, “Almeno uno l’ho beccato” e invece, guarda un po’ che sorpresa, Daniela ci aveva ripensato e ha cantato da basso perché probabilmente le note più alte del pezzo, che pure è una stronzata, non le rimanevano naturali da cantare, oppure perché non era in forma con la voce, oppure non so, comunque la morale

    è stata che mi so’ trovata in mezzo ai contralti. Disperatamente ho cercato di individuare i soprano, ma erano tutti mischiati e poi non mi potevo muovere perché, con la mia sfiga mi so’ ritrovata esattamente al centro della scena.

    Daniel da lontano si è messo pure ad emettere fischi di approvazione, ed io che l’ho riconosciuto mi so’ vergognata come una ladra, e subito dopo anche gli altri amici hanno preso ad alzare le mani per attirare la mia attenzione e quella di Daniela.

    Ora, con nove musicisti, compresi Paul e Gabi (la cantante femmina) alle mie spalle, i monitor delle voci e l’amplificatore di una  delle chitarre diretti dietro le mie orecchie, più ovviamente i contralti che avevo a destra e a sinistra, io mi sono sentita scomparire. A cantare ci ho pure provato, e ho provato anche a tenere la parte del soprano, ma ovviamente sentivo la mia voce venire su sottile come un leggero sospiro, ed ecco che mentre tutti si affannavano a seguire un’ammonizzazione inesistente nella caoticità della situazione, io ho iniziato a muovere solo le labbra e poi, visto che ero al centro, mi sono sentita costretta a recitare la parte di chi cantava davvero e sentiva la canzone fin dentro le vene mentre in realtà stavo pensando a quanto mi sentivo stupida da uno a dieci in quella situazione e la risposta era un milione.

     

    Senza un minimo scossone l’esibizione è volta al termine, con eleganza e compostezza i miei colleghi di coro si sono presi tutti gli applausi e sulle loro facce c’era dipinta questa beatitudine e soddisfazione come di chi avesse fatto la cosa più bella del mondo. Nessun cenno di delusione, nessun commento negativo, nessuna espressione di disappunto. Con questa loro aplomb dunque hanno fatto scivolare nell’ombra la realtà vera dei fatti e cioè che l’esibizione era stata ridicola ed umiliante, poiché nessuno, se non forse la prima fila di platea ci aveva sentito cantare, e perché non ha senso prendere parte ad un concerto di una band così brava senza nemmeno avere la possibilità di esibirsi propriamente con microfoni ed amplificazione.

     

    Vabbè, anche questo serve. Io che sono sempre iper critica ed iper perfezionista e che non sono mai contenta delle mie esibizioni, per una volta ho imparato come, a fare finta di niente, si possano ridurre i danni del 100%.

     

    Ora per conlcudere non mi resta che dire:

    "Al prossimo concerto del coro dei folli dunque!!!!!"

     

     e che lo spasso continui! A bocca aperta