Vicky's profileIl Meraviglioso mondo di...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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November 28 Le avventure degli organismi geneticamente modificatiEPILOGO
Per non dimenticare nomi e persone:
IL MANAGMENT
-Anthony (la Scimmietta dello Srilanka)
-Stephen (Il General Manager più simpatico e sbroccato mai visto) Quello che nei suoi due primi giorni di prova, che ha dormito in albergo, si è presentato la sera ubiraco fracico e poi dopo essere stato escortato nel suo appartamento da un Dennis sbigottito, è ripiombato giù nella hall in mutande...in cerca di un bagno. Dice che pensava di aver aperto la porta del bagno e invece aveva aperto la porta per uscire nel corridoio e si era ritrovato fuori senza le chiavi.....ahahahahah da morire dalle risate!!!!!
I MIEI COLLEGHI
- Dominika (l'unica imparegiabile Bitch Polacca)
- Sagal (La balenottera francoafricana) Lei, la mia amica, una persona forte e decisa, pratica e positiva. Spero di sentirla ancora, almeno prima che parta per il Senegal, perché ha in mente di trasferirsi nella città di suo padre a lavorare e forse da lì sarà troppo lontana.
-Sam (Il figlio di Omer Simpson) Il mio amico della sicurezza filosofo musulmano-artista dentro! I nostri discorsi di storia e religione e filosofia mi mancheranno un casino. Come mi mancheranno i nostri lunghi week-end di noia a guardare le partite al computer o a fare duetti scemi con i midi al Pc quando la recepion era deserta.Adesso poi che il piccolo Elias è nato non posso che fargli tanti auguri. Spero di vedere ancora anche lui.
GLI UOMINI DELLA SICUREZZA:
-Afid (Omer Simpson o il capo del pollaio)
Dennis Il Cinghialotto confuso ( Il capo del poallio ciccione dalle crisi di identità)
-Hassan (Il fregone mano lunga occhio veloce)
-Hamid (Il vero cane da guardia. Con lui il polaio è sicuro)
-Rachid (quello carino che mi comprava sempre tanti dolcetti)
LE HOUSEKEEPERS:
Ewa (La mia Ewa Golab from Poland). A lei le voglio davvero un mare di bene. Spizzicava sempre le cose dal mio piatto ed è stata la prima persona della quale mi sono fidata 100% nella mia avventura al Sanctum International.
Sonia (L'unica brasiliana adulta che parlava un po' l'inglese) Io e lei dividevamo sempre il pranzo quando la famiglia Almeheri ci portava prelibatezze arabe o thailandesi. Perché del resto noi due eravamo le loro preferite.
E le altre ragazze (Andreia, Adriana, Jaqueline, Veronica, Giovanna, Joana e Walter lo squlibrato).
GLI UOMINI DELLA MANUTENZIONE:
Zighi ( il marito orso di Ewa, che per modi di fare e stazza mi ha sempre fatto pensare al mio papà)
Pete (il suo amico polacco dall'aria serafica e il sorriso furbo. Un misto surrogato tra Papa Woityla e Terence Hill)
A TUTTI LORO DICO GRAZIE.
GRAZIE PER AVER COLORITO QUESTI MIEI LUNGHI 9 MESI DI VITA.
RICORDERO' OGNI MINUTO DI QUESTA AVVENTURA.
E CON CIO', CHIUDO, CON UN PIZZICO DI NOSTALGIA, LE AVVENTURE DEGLI ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI.
PER ORA LA RONDINELLA PSICOPATICA VA IN VACANZA!!!!!!
November 22 manca poco ormaiTempo di cambiamenti
Il giorno si avvicina. Il 23 di questo mese sara’ il mio ultimo giorno di lavoro al Sanctum International Hotel. Dunque con oggi avrò solo due giorni ancora e poi via. Dopo i primi due mesi estivi di bufera dovuti all’isterismo e all’incapacita’ professionale di Mr Richard Cruise, il resto della mia esperienza lavorativa qui e’ stata piacevole. Ho imparato tante cose. Perché quanto ad incontro di culture e tradizioni questo posto e’ stato ideale. Tanta gente che andava, tanta gente che veniva, tanta gente che ritornava. E ho conosciuto tante belle persone. Tra tutti i clienti che ho incontrato, allora, adesso vorrei dedicare qualche parola per le persone speciali come la famiglia Chakravarti (indiani di Nuova Dehli venuti a Londra con i due figli piccoleti e la tata perchè il signor Chakravarti era stato trasferito qui dalla sua banca). La famiglia Al Meheri, arabi di Dubai venuti a Londra per curare nonna e nipote piccolo, e le loro due maids filippine: Sophié che si prendeva cura della nonna e che mi cucinava sempre prelibatissimi piatti arabi quando facevo il turno serale, e Wendi, la tata del piccolo Si Mohamed che aveva tre anni e problemi di demabulazione causati da una febbre avuta ad un anno di età. Con Hafra, la zia del piccoletto, che era bella e aveva classe e vestiva come una Principessa araba, e con gli altri 5 figli piccoli di Madam Almeheri, che andavano dai 4 agli 11 anni e che ogni pomeriggio scendevano alla reception e facevano un gran casino tra chi doveva aprire l’ascensore e chi voleva premere i pulsanti delle telecamere esterne. E poi i Thomson, americani, che erano uno spasso con le loro due figlie smemorate che ogni tanto perdevano qualcosa. Missis Thomson poi era una signora allegra ed energica e le piaceva parlare ed intrattenersi con me al desk. Adorava i cani, sta aspettando che il suo cagnone arrivi dagli States e vuole che io vada a casa sua a vederlo. Mister Al Mazrouei, il prossimo ambasciatore arabo in UK, che era qui per studiare e fare un esame per diventare ambasciatore qui e poi lo ha vinto. Lui era una specie di palla al piede. Insieme ai suoi due colleghi Al Kiltbi e Al Swuaidi, aspettava sempre me per concludere qualsiasi operazione inerenete l’Hotel. Loro tre mi esasperavano all’inizio, ma una volta proprio Mister Al Mazrouei è venuto per chiedermi un favore che al momento non potevo fargli e accettando di buon grado il mio diniego mi ha detto che io sono una donna forte perché sapevo come trattare con loro e questo è importante per un arabo, perché di solito loro non trattano mai con le donne, e seppure sono costretti a farlo per qualche ragione, non le guardano mai in faccia e danno poco peso alle loro parole. Io invece gli piacevo e questo era l’unico motivo per cui venivano solo da me. Avevo conquistato il loro rispetto e da allora mi sono piaciuti. E poi durante il suo ultimo giorno da noi, Mister Al Mazrouei è venuto a chiacchierare con me al desk e ha iniziato a chiedermi che facevo in Italia, che studi avevo fatto, e quando gli ho detto che ho studiato giurisprudenza e ho lavorato 4 anni come giornalista si è illuminato. Era ammirato, e gli è dispiaciuto di sapere che al suo ritorno non mi avrebbe più trovato perché sarei andata via, perciò ha iniziato a darmi un sacco di consigli. L’ho apprezzato. E poi Missis Folawiyo e Missis Bello e Mister Adeniji, gli unici nigeriani degni di nota, visto che gli altri li ho assolutamente odiati. Tutti strafottenti e loschi come sono. E poi Mister Obaidallà, che veniva da Dubai ed era assolutamente straricco. Lui mi mollava sempre 20 sterline di mancia, che sono un’infinità, circa 40 euro per intenderci, e che si sentiva da lontano quando arrivava perchè si riempiva di profumo, e quello arabo, vi assicuro, ha una fragranza super forte che rimane sui vestiti e nell’aria per ore. E Mashiullà, un giovane mezzo inglese mezzo arabo che ancora è in Hotel e che spesso viene a chiacchierare con noi. E Adam Chase, uno degli autori di “Friends” che è stato a lungo con noi perché stava stringendo contatti con la TV inglese per una commedia che aveva appena finito di scrivere. Alll’inizio anche lui l’ho detestato perché ci rompeva per ogni minimo problema, ma poi un pomeriggio si è fermato a prlare con me e quando ha saputo che mi piace tanto scrivere ha iniziato a darmi consigli di vario genere. E vogliamo parlare di Lee Stafford e del suo gruppo? Loro erano i protagonisti esperti dello show della Endemol “Celebrity shissors hand” e stavano da noi ad alloggiare perchè il Reality lo giravano negli studi di Mtv a Camden Town. Quelli della Endemol avrebbero voluto che anche noi della reception prendessimo parte allo show, ma poi non ci siamo fidate visto che le star che tagliano i capelli ci sapevano di “disastro”, allora Micheal ci ha offerto un vero e proprio taglio nello studio di Lee Stafford a Wardour street. Uno studio bellissimo, un vero salone di bellezza per star, dove un taglio e una messa in piega possono costare anche 100 sterline. Bè, lui ha regalato a me e Sagal un taglio ed un trattamento di bellezza per i capelli per solo 35 pound e vi assicuro che il taglio che ha fatto a me è davvero uno spettacolo. Mentre mi aggiustava il taglio poi mi ha detto che i miei capelli sono molto belli e che si prestano a tutto e che in futuro, se passo allo studio e chiedo di lui mi pettinerà gratis, bè, detto dal parrucchiere personale di Naomi Campbell e di varie importanti campagne pubblicitarie tutto ciò è solo un onore!!!!!!!!
Le belle esperienze, dunque, qui non sono mancate, e anche se sono entusiasta della nuova vita che mi attende, vado via con un fagottello di tristezza e di ricordi.
Sabato carichiamo la macchina e poi via. Bracknell. Casa di Daniel. Dopo nove mesi precisi di relazione, la più lunga e seria della mia vita, adesso vivremo insieme. Sotto lo stesso tetto, coltivando sogni e progetti, accumulando insieme esperienze e condividendo assolutamente ogni cosa. La mia vita da single incallita un po’ Bridget Jones, nel corso di quest’anno magico è stata completamente stravolta, e il suo processo di cambiamento non si è ancora fermato, ma va avanti a grandi passi verso il futuro, come un vero Buldozzer che travolge tutto. A volte mi confonde, a volte mi emoziona e mi riempie di entusiasmo. Tuttavia spero che la mia testa pazza riesca a stare dietro alla mia vita in evoulzione senza cedimenti psicologici e ripensamenti. Il 1 dicembre inifine tornerò in Italia per 15 giorni e anche lì dovrò confrontarmi con i cambiamenti che si sono susseguiti durante la mia assenza. La montagna ridotta in cenere, Pisolino che non c’è più, il mio ultimo nonnetto che è andato via anche lui tra le nuvole, mio zio che pare sia tronato con mia zia, il piccolo Daniel, il secondo figlio dei miei amici Mirella e Marco, che è nato quando io ero qui...insomma, qui è il caso di prendere un bel respiro e immergersi nelle acque dell’oceano. Un po’ di coraggio e un po’ di positività e prepararsi a tutto. .....
Le emozioni infondo sono il sale dell’esistenza e i cambiamenti, che regalano emzioni, sono l’unico mezzo, in questa vita di ordinarietà e routine, che ci aiutano a sentirci vivi.
Auguratemi dunque un enorme In bocca al lupo, perchè io sono pronta a decollare. E come si dice dalle mie parti a me stessa io dico...
IN CULO ALLA BALENA..... E rispondo... SPERIAMO CHE NON CACHI!!!!!!!!!!!
November 15 13 novembre 2007 - ASTORIA 2 alias MEAN FIDDLERil concerto Le luci si spengono, poi si accendono in un colpo e SWEET LITTLE SISTER parte con tutta la sua violenta energia. Scotti Hill, Rachel Bolan, Johnny Solinger e Dave Gara, insieme al sostituto di The Snake Sabo che pare non possa più esibirsi in UK a causa di una pendenza penale son entrati in possesso del palco con spavalda prepotenza. Il secco scandire del tempo con le bacchette della batteria e i ragazzi hanno
affilato i loro strumenti di guerra e la battaglia è iniziata.
Tutte le più belle canzoni si sono susseguite in un crescendo di energia e rabbia.
Voglia di accendere la notte, voglia di scuotere gli animi dei presenti e di risvegliare il mondo dal torpore della vita monotona di un giorno ordinario.
E i migliaia di rockers che erano lì si sono lasciati esaltare, e si sono scatenati fino all'ultima goccia di sudore.
Poi, dopo un attimo di quiete, mentre le luci prendevano sfumature di ambra e mogano scuro, Scotti Hill inizia L'Arpeggio.
I REMEMBER YOU sale nell’aria fumosa e si confonde con le mille voci della platea.
E la sua melodia dolce e rabbiosa ha riscaldato il cuore di tutti riportando la mente a quando c’era Sebastian Bach sul palco a cantare quel pezzo con tutta la sua anima, con tutta la potenza della sua voce di angelo.
Con gli occhi chiusi e il respiro sospeso io ho seguito ogni nota, che so a memoria per aver ascoltato quel pezzo milioni, di volte, per averlo suonato con la mia band, per averci costruito sogni e progetti nella mia adolescenza ribelle e ho cercato di adattare la melodia alla voce imperfetta i Johnny Solinger. In passato l’esperimento non era riuscito, ma questa volta, forse perché Johnny ci ha messo l’anima o forse solo perché io ero partita con un altro stato d’animo, il risultato è stato ottimo. Il pezzo è rimasto dentro di me più o meno invariato nella sua bellezza.
Bolan e Hill hanno deciso di suonarlo, questa volta, seguendo il loro originale stile live, con una partenza dolce ed acustica: voce e chitarra fino all'ultimo refrain, e poi la chiusura imponente con tutti gli altri strumenti che perforavano con prepotenza la melodia regalandole un finale grintoso e di crescente passionalità
Sì, niente più influenze punk e melodia secca e spezzata come negli ultimi due tour.
Niente più sotterfugi tecnici per mascherare la differenza di voci e talento tra Bach e Solinger.
Niente più compromessi. Il pezzo è questo e così va eseguito.
Comunque Johnny sta migliorando, e sì, dopo aver abbassato la canzone di due o tre toni, finalmente lui è riuscito a cantarla bene.
E poi è arrivato il turno di BEAT YOURSELF BLIND, del quarto album. Un pezzo che io adoro e che fino ad ora non avevano mai suonato. Almeno da quando Bach il sommo ha lasciato la band.
E certo, seppure senza di lui non potrà mai essere la stessa cosa, la vena creativa e compositiva di Rachel Bolan e The Snake Sabo rimane e rimane anche lo spirito ribelle e strafottente con cui i ragazzi del New Jersey salgono sul palco e si divertono e fanno divertire senza mai deludere chi continua a seguirli nonostante tutto.
Dell'ultimo album, Revolution per minute, sfortunatamente venuto fuori un po' piatto, hanno suonato solo 3 canzoni, secondo me le migliori, DESEASE, SHUT UP BABY I LOVE YOU e GOD CAN WAIT e a mia detta la scelta è stata azzeccata perché senza compromessi hanno lasciato più spazio agli album passati, decisamente migliori.
Così, hanno potuto celebrare Thick the Skin, il primo album senza Baz,uscito tre anni fa, con ben 4 pezzi e poi gli altri tre con il resto della scaletta che ha soddisfatto tutti.
Il finale, esaltante, è stato tutto per YOUTH GONE WILDE, e mentre le chitarre di Scotti Hill e del session guitarist di The Snake ringhiavano ancora sul palco, i 5 combattenti USA si sono lasciati avvolgere dalla folla, tra abbracci, strattoni e fischi.
Poi la musica è sfumata in un coro di cornamuse scozzesi e il buio ha salutato la platea infuocata.
POST CONCERTO.
Una sosta immancabile al CRO BAR, che era poco distante dall'Astoria, e ancora una sana bevuta per celebrare la serata. Io ero già storta e mi sono bevuta un buon litro di birra New Castel, l’ennesima Guiness ed un rhum e coca.
La band ci ha raggiunti dopo qualche minuto.
Il primo ad arrivare è stato il session guitarist di THE SNAKE, che deve aver avuto degli amici lì ad aspettarlo, è sparito con loro in un angolo remoto del locale e nessuno se lo è filato più di un tot.
Poi sono arrivati Scotti Hill e Dave Gara e infine Johnny Solinger e Rachel Bolan.
Come vecchi amici che tornano dopo un po' in un posto della loro adolescenza, sono stati accolti tra pacche sulle spalle e foto via cellulare e drink dal bar strapieno di fans e metallari, e loro, senza timore e senza superbia, si sono mischiati nella folla felici di chiacchierare con tutti e di prendersi applausi e complimenti come fossero ragazzini al loro debutto.
Scotti Hill è venuto subito a salutarmi.
Ormai ci conosciamo bene, no? Eh eh!
Così dopo qualche parola per ricordarci bene delle varie occasioni in cui c'eravamo già incontrati e parlati, lui mi dice :” Piacere di rivederti” e poi si presenta a Daniel e a Simon.
“ Where are you from guys!”
e quando Daniel gli dice che era Svedese, Scotti approva orgoglioso, visto che anche il suo migliore amico è svedese.
Poi commenti sulla nuova legge che impedisce di fumare nei locali e Daniel, irriverente come al solito,che gli dice : “A me non mi frega, tanto io fumo lo stesso”. Risate.
Poi è il turno di Johnny Solinger.
Io la prima volta che sono andata a sentirlo ero partita bellicosa, perché lui non era Sebastian, perché lui non sarebbe mai stato Sebastian! Perché avrebbe storpiato tutte le canzoni facendomi salire la bile.
Poi però, proprio quello stesso giorno, io l'ho conosciuto e come persona mi è piaciuta un casino.
E' umile e modesto, ed è consapevole che non potrà mai cantare come Baz, che è già tanto che i fans degli Skid Row rimangano a ascoltarlo cantare nonostante tutto.
Da quel giorno la mia opinione è cambiata.
Allora al Cro Bar l'ho salutato e gli ho fatto i complimenti perché davvero ce la sta mettendo tutta per migliorare, e lui
“ Grazie, Grazie mille honey, è davvero importante per me questo vostro supporto”
E infine la chicca: Johnny si avvicina a Simon e gli fa: “ ma voi “ cioè lui e Daniel “ state davvero con queste due fighe?” e intendeva me e Daniela. “ Bravi, bravi, complimenti “ e si è intrattenuto a parlare con noi ancora un po'.
Poi sono tornata a salutarlo prima di andare e lui mi ha detto “ come on, give me an hug!” E mi ha stretta fortissimo. Era sincero. Mi piace.
Rachel infine l'ho salutato fuori, ma questa volta, rispetto alle altre, la mia figura di merda è lievitata.
Lui: “Lo so che il sito internet è una merda, ma tutte le informazioni di solito le metto su My Space!”
Io “ che? Su my space? E perché c'hai my Space?”
“ Bè, ce l'hanno un po' tutti adesso “
“ Ah! Cavolo! Non lo sapevo, io vengo sempre sul sito!”
“Bè, ma sul sito c'è un Link gigantesco a my Space!”
“AH!”
La verità è che il loro sito, che fa veramente schifo, io l'avrò visto tre volte in tutto.
Bè, brava Vicky. Il bacio in bocca che Sir Bolan ti ha dato a Reggio Emilia dopo il concerto ormai è una cosa TAAANTOOO LOOONTANAAA!!!!
Ma vabbè dai, era giustificato, ero assolutamente UBRIACA! Come si dice qui… ABSOLUTELY PISSED!!!!!
E a casa di Simon ho sbattuto la mano sinistra con violenza contro la scaletta di ferro che porta al terrazzo e il dolore immenso l’ho avvertito solo il giorno dopo, e sono caduta sul divano come una pera e non mi sono accorta che mi stavano offrendo da mangiare e che Daniel poi mi ha slacciato gli anfibi per farmi stare più comoda. Assolutamente in coma e assolutamente felice.
Il concerto degli Skidz ancora una volta mi ha fatto tornare a quando ero una adolescente scatenata e ancora una volta sono tornata a sentirmi libera e piena di energia.
E poi questa volta il plettro che mi ha regalato Scotti Hill è davvero figo. Rosso con delle venature più chiare qui e più scure là, e con la scritta SKID ROW argentata cangiante e a caratteri originali.
Io adoro questi ragazzi!!!!!!!!!!!
Vicky Rock
November 07 Per l'ultima persona specialeIl mio nonnetto si chiama come me: Virginio ed io porto anche lo stesso cognome: Cucchiarelli. Virginio Cucchiarelli
A partire dal nome e dal cognome, forse per destino, forse per influenza reciproca, abbiamo sempre avuto un sacco di cose in comune.
- Il mio nonnetto ama cantare proprio come me ed ha una grande voce, e quando canta i suoi occhi azzurri come il cielo si illuminano ed il suo viso rotondo risplende di una splendida luce dorata. E quando da ragazzina suonavo in chiesa l'organo e cantavo, lui veniva ad accompagnarmi con la sua voce enorme ed io mi sentivo sicura. - Il mio nonnetto adora camminare per strada o in montagna o anche in riva al mare. E' un camminnatore instancabile esattamente come me e quando cammina canticchia proprio come faccio io. - Il mio nonnetto è idealista e romantico ed io sono come lui. E’ sempre stato un sentimentalista sensibile, uno che si commuove ogni volta che ricorda le cose belle della sua vita. Ed io? Io sono fatta esattamente così. E si vedeva le Soap Operas insieme alla nonna, e spesso era lui il primo a cercare il canale giusto. Questa cosa mi ha fatto sempre tagliare dalle risate. -Il mio nonnetto adora leggere i libri di storia proprio come me. -Il mio nonnetto è un tipo forte e io ho ripreso da lui. E' uno di poche parole quando non è in vena, ma se poco poco trova la compagnia giusta la frittata cambia, e se poi ci aggiunge anche un paio di bicchieri in più del suo speciale vino rosso fatto in casa l'ambiente diventa spumante, e gli sale su una spiritosaggine unica e ride, ride, ride che è uno show! - Il mio nonnetto è stato campione nazionale di bocce quando era giovane, e la sua casa e' ancora piena di medaglie e coppe di tutte le forme e le misure. Quando eravamo piccoli, a tutti noi nipoti, ci voleva sempre regalare qualcuno dei suoi trofei, ma le mamme non volevano perché dicevamo che raccoglievano polvere. Però poi noi ce li prendevamo di nascosto e ancora a casa mia ce ne sono di belli. Il mio nonnetto adesso è da anni il Presidente Onorario del suo Circolo bocciofili e ne va fiero. - Il mio nonnetto poi è uno sportivo doc. ed io ho ripreso da lui, e ama il rugby perché i suoi due figli sono stati campioni italiani, ed è tifoso della Lazio perché viene dalla provincia di Rieti e dunque questa eè sempre la sua risposta: - Ji non so' tifoso della Roma perché non so' romano, ma siccome so' nato nel Lazio allora tengo tifa' pe' la Lazio." - Il mio nonnetto è rimasto orfano di padre e madre quando era piccolo ed è uno che si è costruito da solo. Io adesso sto cercando di seguire il suo esempio “ perché tu sci giovine” come dice sempre lui “e ta fa la strada te!” ed è così che lui mi ha sempre incoraggiata. Anche se non sono mai stata poi nulla di speciale so che è sempre stato fiero di me. - Il mio nonnetto e' stato un alpino durante la seconda guerra mondiale e sapeva sciare. Era stato colpito in testa da una granata quando era in Jugoslavia, e i medici lo avevano dato per spacciato, ma alla fine lui era uno forte e la sua pellaccia l'ha riportata a casa sano e salvo alla faccia di tutti. - Il mio nonnetto adesso, anche se con la testa sbanda un po’, ricorda ancora a memoria tanti passi della Divina Commedia che aveva imparato mentre lavorava i campi a Grotti. Il suo paesello natio nella campagna laziale ai confini con l'Abruzzo. Un semplice gruppo di case disordinate stretto in una gola profonda tra alte montagne verdi e picchi rocciosi. Nonno Virgino è famoso a Grotti e dintorni perché fin quando è stato più giovane ha sempre organizzato delle splendide feste di paese che terminavano con i fuochi di artificio migliori, e noi piccoli le adoravamo, e l'estate non vedevamo l'ora di partire per Grotti e di andare alle "Feste". - Io e il mio nonnetto cantiamo insieme quando siamo in compagnia di amici e famiglia e ci vediamo San Remo seduti al buio a mangiare il panettone avanzato dal Natale che lui conserva nella “credenza”, ed anche se San Remo non mi e' mai piaciuto con lui è divertente. - Il cuore del mio nonnetto forte ha resistito a tante cose brutte, ma cavolo che botta terribile che ha subito quando sua moglie e' volata via. Lei era la sua anima gemella. La figlia dell'uomo e della donna che lo avevano adottato da bambino. La sua compagna di vita, di musica e canzoni, di amore puro. - Il mio nonnetto da quel giorno si e' lasciato andare e adesso è tanto malato. Il mio nonnetto tra quattro è l'ultimo rimasto ed io ne vado fiera. Quest'estate il mio nonnetto si e' divertito a bere con Daniel, e i suoi occhietti furbi erano lucidi di gioia e malinconia. Era fiero di poter far assaggiare anche a Daniel, ju forastieru, il suo vino rosso speciale. Ha pianto commosso il mio nonnetto quest’estate, e poi ha riso perché era felice. “Se ve volete bbono ji pozzo esse solamente contentu” ed è stata l’ultima volta che io ho potuto vederlo.
Venerdì 2 novembre 2007, alle 5.30 del mattino i suoi occhi azzurri come il cielo si sono chiusi a questo mondo. Il suo indice rugoso e rattrappito ha premuto per l’ultima volta il telecomando consumato del suo televisore. La sua anima ha cambiato canale e il Suo Spirito ha deciso che era finalmente giunto il momento dei meritati applausi. L’ora dell’addio. Così io adesso lo immagino inchinarsi al suo pubblico come un artista discreto che è consapevole del suo genio, e mentre i presenti commossi lo acclamano a gran voce, lui alza una mano e sorride fiero alla vita vecchia d’una volta. E strizza l’occhio a quella nuova. Si è voltato e con il suo passo cadenzato un po’ ondeggiante ha abbandonato il Palcoscenico. Le luci allora si sono spente sulla sua sagoma stanca, mentre lui si è incamminato sicuro sulla sua nuova strada. Senza rimpianti. Senza più voltarsi. Lasciando ad altri il compito di raccontare di lui.
Sì, io voglio ricordarlo così, ma non so come fare a convincere il mio cuore a non piangere. Come faccio a perdonare il mio destino che mi ha tenuta lontana mentre lui andava via?
Virginia Cucchiarelli November 02 per un'amicaRISPOSTA A MICHELA
Scrivo questo per Michela, una mia cara amica che con l’ulitmo post scritto nel suo blog mi ha lasciata letteralmente perplessa. Veramente all’inizio avevo pensato di scriverle la mia risposta a commento al suo intervento, ma poi mi sono resa conto che avevo troppe cose da dire e che forse avrei potuto dedicarle un intero POST sul mio blog.
"Cara Michela, L'Aquila e' la mia citta' ed io la adoro nonostante tutto. Nonostante i suoi mille difetti. Nonostante il freddo e il quasi isolamento dato dalle montagne intorno, nonostante la mentalita’ chiusa da montanari rozzi della mia gente, perche’ so che alla fine un aquilano ha buon cuore, e anche se ci mette tanto ad aprirsi, quando lo fa sa essere leale, forte e sincero. Lo so che a volte puo’ sembrare una citta’ buia. Grigia specie nel lungo periodo invernale, ma ti assicuro che io, come molte altre persone che conosco, sono stata capace di divertirmi un casino li’. Certo, questo fino a quando ci sono stata e soprattutto fino a quando ero in vena di farlo.L'Aquila ha molti difetti, e' vero, ma se si trovano gli amici giusti e soprattutto se si ha lo stato d’animo giusto per stare bene la prospettiva cambia.
Il fatto e’ che bisogna volersi divertire e soprattutto saperlo fare altrimenti non funziona, e guarda che se non funziona non funziona da nessuna parte.
Perche’ se uno ha un disagio, quello ce l’ha sempre e ovunque vada. Tu mi parli di Loredana Berte’ e Mia Martini, be’, guarda il caso loro venivano da un paesino si', ma si sono trasferite a Roma prima ancora di diventare famose e vivevano li' e facevano una vita da star. Erano delle star no? E non e’ che tutte le star si suicidano perche’ la loro vita e’ noiosa. Perche’ del resto la loro vita non e’ per nulla noiosa soprattutto se comparata alla mia o alla tua, eppure guarda un po’, una si e’ suicidata davvero e l’altra c’ha provato. E sai perche’? Perche’ come e’ ovvio il problema stava nella loro testa e non certo nel posto. Io quando ero a L’Aquila, a parte certi periodi, sono stata benissimo, e i periodi in cui mi sono scazzata sono stati solo quelli in cui io stessa non ero in vena. La citta’ ripeto non ha colpe perche' infondo non muta cosi' veloce come muta l’umore.
Io comunque non ho mai avuto problemi a trovarmi un hobby perche’ di cose da fare a L’Aquila ce ne sono tantissime. Cosi' andavo alle partite di calcio e di rugby perche' adoro il calcio e sono cresciuta a pane e rugby. Lavoravo per il giornale e la televisione perche' adoro scrivere. Cantavo con le mie varie band e poi con L'Accademia delle Muse perche' adoro la musica. Ho fatto sei anni di teatro perche' adoro il teatro. Andavo in palestra, o a correre a Piazza d'Armi, o a nuotare in piscina perche' adoro lo sport. Andavo a camminare in montagna da sola con il mio cane, o con gli amici, o con il WWF o con il Cai perche' adoro la natura e la montagna. Lavoravo da volontaria al canile della Lega Nazionale per la protezione del cane perche' amo i cani e tutti gli animali. Ho avuto i miei anni rock'n'roll con i miei amici rock'n'roll, e allora vita di comitiva pre universitaria e universitaria, tra concerti e serate a zonzo a finirci con schifezze alcolice e varie, e ho avuto ogni volta una comitiva diversa per ognuno dei miei gusti diversi, perche' io ho sempre avuto un sacco di interessi, che magari non accumunavano tra loro tutti quelli che frequentavo, ma di certo accumunavano me a loro, e tutti mi hanno sempre accolto a braccia aperte. Insomma, il problema della tua insofferenza, mi dispiace, ma credo sia solo nella tua testa, e non mi piace che denigri cosi’ la mia citta’. Io che ora sono lontana per mia scelta, anche se dove sto sto bene, spesso ne sento la mancanza e il mio spirito campanilista viene fuori con prepotenza. Fin quando a L’Aquila ci sono stata poi, non e’ che mi sia lamentata come stai facendo tu, e comunque se anche lo avessi fatto nei tuoi stessi termini catastrofici non sarebbe stato un gran problema visto che appunto e’ la mia citta’ e che ci sono nata e che dunque non ho scelto io di viverci come invece stai facendo tu. Si' perche' il problema qui e' che a l'Aquila hai scelto tu di viverci e ora non puoi sputare nel piatto dove hai mangiato per anni,
Certo, lo ammetto, a L'Aquila, specie ultimamente non c'e' una gran vita notturna, ma bada che quello che c'e' dipende solo dai gusti delle pesone che ci vivono e che in alta percentuale sono pure di fuori perche’ universitari. E se ti informi bene, vedrai che anche nelle altre citta’ le cose non sono poi cosi’ diverse. Nonostante mi renda conto di parlare con durezza, infatti, io qui sto cercando di essere obbiettiva. Per esperienza so che anche nelle altre citta’ i pub hanno le luci basse e la musica alta. Persino qua a Londra, e ovunque poi, anche nelle grandi citta’ piene di cose da fare, c’e’ gente che si lamenta perche’ si rompe e si annoia. Quello che voglio ribadire dunque e’ che lo hai scelto tu di viverci a L’Aquila, nessuno ti ha costretto, e mi pare che ci stai anche da tanto. Perche’ l’hai scelta? Per l'Universita’, e perche’ dopo ci sei rimasta? Perche’ infondo L’Aquila e’ una citta’ quieta e sicura. Un posto nel quale puoi andare in giro la notte da sola e nessuno viene ad importunarti. Perche’ quando cammini per strada incontri sempre qualcuno che conosci, perche’ tutto e’ a portata di mano. perche' il tempo scorre lento e lo stress li' ce lo dimentichiamo. Pero’ se non ci stai piu’ bene al punto di doverla distruggere cosi’, e se pensi che tutti i tuoi problemi davvero dipendano dalla citta’ e dagli aquilani che sono freddi e distanti, be’, allora dovresti pensare a spostarti da qualche altra parte. Un consiglio che ti do, a questo punto, e’ di indagare bene dove vorresti andare e scoprire se davvero ci sia un altro posto nel quale tu possa stare bene e non sentirti tanto oppresa ed amareggiata. Si', perche' quando ti senti cosi’ vuol dire che e’ il momento di darci un taglio e di ricominciare da un’altra parte. In un posto che ti stimoli e che ti aiuti a sentirti viva di nuovo, ammettendo che che questo posto esista davvero. E poi, a te che importa tanto delle opinioni della gente, ti chiedo di riflettere bene prima di esprimere un’ parere tanto duro come quello che hai scritto sul tuo post, e di tener presente che anche chi schifa la propria citta’ non permette a nessuno se non ai propri concittadini di denigrarla cosi’. Io che adoro la mia citta’, poi, e che spesso mi manca, e che ho vissuto da lontano, questa estate, la distruzione dei boschi splendidi nei quali sono cresciuta e che ne incorniciavano la parte nord, ci sono rimasta molto male leggendo cio’ che hai scritto. Ti credevo piu' aperta ed obbiettiva! Comunque a questo punto dovresti davvero muoverti e trovare il coraggio di andare altrove perche' odi dove sei adesso e non hai piu' stimoli, ma quello che temo e che ribadisco chiudendo, e’ che la sola causa dei tuoi problemi sia la tua mente.
Nella vita, e questo e’ solo un umile consiglio da chi sa bene cosa dice, se vogliamo un cambiamento dobbiamo agire….
Spero che dopo tutto questo non mi odierai. E sai cosa? Prendi questo post come lo sfogo di una persona sesibile che non ha apprezzato di sentirti parlar male della sua citta' soprattutto perche' e' il posto dove tu stessa hai scelto di vivere di tua iniziativa.
1 bacio
Vicky |
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